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giovedì 21 settembre 2017

Non sono un pilota.

Martedì l'ho proprio capito. Non sono un pilota e non lo diventerò mai, mi sarebbe piaciuto, ma non lo sono, pazienza. Guidavo veloce, impostavo le curve bene, uscivo in piena accelerata, ma sentivo che era uno sforzo, che non mi era naturale. Sentivo che non era la mia vita. Divertente, emozionante, adrenalina pura, ma dopo 30 giri in pista avevo voglia di smettere.

Ieri sera l'ho proprio capito. Mi piace comunicare, parlare, condividere le mie idee con le persone, ascoltare e imparare dalle persone. Mi piace farlo cercando di migliorare il mondo, cercando di capire qualche cosa in più di questo mondo. Non so come si chiama, forse comunicatore. So che mi piace, mi piace tantissimo. Ho parlato, ho guardato occhi, stretto mani. Sono entrato in contatto con tante persone, ho scambiato emozioni con tante persone. Mi hanno ascoltato per 3 ore e 20 minuti, e per questo li ringrazio. Ho parlato per 3 ore e 20 minuto e avrei continuato ancora, ancora fino a svenire. Si, fino a svenire perché poi mi sono dovuto sedere su una sedia, mi tremavano le gambe e le mani. Mi ero alzato alle 4.30 per andare in ospedale a Genova per la fotoaferesi, poi ho fatto la chemio a Cuneo. Ero stravolto, ma felice. Mi hanno fatto i complimenti e scritto bellissime cose su di me e sulle mie parole, e per questo li ringrazio infinitamente. É stata l'energia che oggi mi ha fatto ripartire.

Si, l'ho proprio capito. Lo sempre detto e scritto, ma questa settimana ne ho avuto la conferma sulla mia pelle. Quello che ognuno di noi dovrebbe fare nella vita per essere felice, è quella cosa che quando inizia non vorrebbe mai finire, che quando finisce vorrebbe subito ricominciare. Quella cosa che lo fa sentire completo, che se dovessi morire l'istante dopo averla finita, morirebbe soddisfatto e felice della propria vita.

Quella cosa è il nostro talento, che non è la cosa che sappiamo fare meglio degli altri, ma è la cosa che sappiamo fare meglio noi. È è la nostra essenza, è il motivo per cui viviamo, per cui siamo nati.

È dovere di tutti, è la cosa più importate che devo insegnare ai mie figlia. Dobbiamo cercare il nostro talento perché lì troveremo la nostra vera felicità, la nostra realizzazione. Per poterlo trovare bisogna fare tantissime cose nella vita, provare e riprovare. Fare tantissime cose diverse, ma sempre con il cuore e la mente aperta per ascoltare noi stessi. Se faremo le cose con passione, cioè se useremo il cuore per guidare la ragione, allora il nostro talento lo troveremo. Se faremo invece le cose, usando la ragione per governare il cuore, il nostro talento ci passerà davanti e noi non ce ne accorgeremo.

Trovando il nostro talento, realizzando il nostro talento, saremo felici noi e miglioreremo il mondo che ci circonda.

domenica 10 settembre 2017

In fondo al cuore, ci sentiamo un pò più soli.

Si, abbiamo fatto la scelta giusto. Si, abbiamo fatto la scelta giusta ma questa sera ho pianto. Ho pianto pensando a loro, nel loro letto a cercare di addormentarsi, domani è il loro primo giorno di scuola. Chissà quanti pensieri, chissà quanta agitazione, quante parole. Io non ci sono, non li posso guardare negli occhi, non li posso ascoltare, non li posso accarezzare e dargli il bacio della buonanotte. Io non ci sono, e non ci sarò in altre mille occasioni.

Lo so che questa è la situazione migliore per tutti, che così siamo sereni. Lo so che adesso ci sono più risate e meno litigi. Abbracci e non più pianti. So anche che ci manchiamo, che un pò, in fondo al cuore, ci sentiamo più soli, soffriamo.

Non voglio tornare indietro, voglio sempre e comunque guardare avanti. Non voglio rivedere la scelta, ma voglio ricordarmi che quella scelta ha tolto qualche cosa a tutti. Ha tolto qualche cosa e non posso ignorarlo, far finta di niente. Proprio perché ha tolto, devo ancora di più impegnarmi per fare, per dare. Dare altre cose che per un pò facciano dimenticare quella sensazione nel cuore.

Oggi siamo stati tutto il giorno insieme, abbiamo giocato, riso. Ci siamo divertiti tanto, siamo stati veramente felici. Eravamo fra amici. Oggi la vita ha avuto senso. Spero di regalarci tantissimi altri giorni così.

Domani mattina mi alzerò presto. Domani mattina voglio vedere i loro occhi aprirsi, voglio accompagnarli in questa nuova avventura.

lunedì 31 luglio 2017

L'unica cosa è avere ancora più rispetto della propria vita.

Oggi ho visto degli occhi piangere. Occhi che normalmente consolano e che oggi invece avrebbero dovuto essere consolati. Occhi esperte di certe cose, ma mai abituati a certe cose.

Nessuno dovrebbe morire prima di aver avuto la possibilità di poter vivere. Succede, e tutte le volte alla domanda "perché?" non c'è una risposta. Non c'è una risposta che possa veramente calmare la rabbia, la sofferenza e le lacrime.

Io ho smesso di cercare la risposta, ho capito che non siamo ancora in grado di dare una risposta. Sappiamo ancora troppo poco del nostro mondo, del nostro universo. Della nostra vita.

Non ho accettato la risposta che "il mondo è ingiusto e uno schifo", e ho capito che anche senza risposta posso agire.

Per una vita che non c'è più, devo agire dando ancora più valore alla mia di vita, che c'è ancora.

Se credo che la cosa ingiusta, senza spiegazioni, di una morte sia il fatto che qualcuno non possa più vivere, l'unica cosa che posso fare è vivere ancora più a pieno la mia vita, che c'è ancora.

È per rispetto di chi non può più vivere, che devo dare senso alla mia vita.

Alla domanda "Come posso dare senso e valore alla mia vita?" So come rispondere.

Scegliendo per la felicità, agendo per migliorare il mondo con passione e soprattutto amando tutto di questa vita, di questo mondo.

Amore, Felicità e Passione.

lunedì 19 giugno 2017

Ho chiuso la finestra, è tornato il freddo.

Ho chiuso la finestra della camera, è tornato il freddo. È tornato il mio freddo, quello dei brividi anche con 30 gradi. Ho abbassato il dosaggio del cortisone. Alle 3 di questa notte ero seduto sul letto, un dolore fortissimo alla schiena, ho abbassato il cortisone. Questa mattina non riuscivo ad alzarmi, freddo, stanchezza, il dolore alla schiena. Nella mente tutto nero, buio, non vedevo il mio orizzonte. Gli occhi bruciavano, come bruciano adesso e come hanno bruciato tutto il giorno. Il cortisone. Tosse, tosse continua, fastidiosa, insopportabile tosse, è tornata con il reflusso. Ho abbassato il cortisone.

Negli ultimi mesi, avevo ritrovato il mio centro. Mi era facile scegliere di essere felice, mi era facile vedere le cose belle della vita e accettare quelle brutte. Vedevo chiaro il mio orizzonte. Credevo fossi io ma era il cortisone. Ho fatto delle bellissime passeggiate in montagna sotto il sole con i miei figli, credevo ma era il cortisone.

È chiaro il cortisone mi ha aiutato a scegliere la vita che voglio, mi ha aiutato a fare la vita che voglio. Grazie cortisone, mi hai fatto capire e vedere cosa voglio.

Adesso sto male, ma ho capito cosa voglio, adesso tocca veramente a me, solo a me scegliere di essere quello che voglio essere. Tocca a me diradare le nuvole davanti al mio orizzonte, quello che mi da le energie per alzarmi alla mattina. Sono un Feliciano, ed è proprio adesso che lo devo dimostrare. Chiudo gli occhi, un bel sospiro profondo, il mio miglior sorriso e scelgo di vedere le cose belle.

Sabato, una festa bellissima per il matrimonio di una persona speciale, piena di persone speciali. I miei genitori, la donna importantissima che mi ha donato la cosa più bella, i miei figli, c'erano anche loro. C'erano i miei amici, c'erano le persone con cui lavoro. Le persone speciali della mia vita, non tutte, ma molte. C'era un pezzo della mia vita, c'erano le belle emozioni delle mia vita. Persone con cui ho condiviso il bello e diviso il brutto, che hanno sorriso, riso con me ma mi hanno anche dato la spalla per appoggiarmi e i loro occhi per consolarmi. Quelle persone sono emozioni, le emozioni della vita. C'erano tanti sorrisi, risate, tanta gioia. C'era tanta felicità.

Sono stanco, mi fa male la schiena, non riesco a tenere gli occhi aperti dal bruciore, ma sono VIVO e sono felice di esserlo, di avere ancora l'opportunità di scegliere cosa fare, cosa guardare, di avere ancora l'opportunità di amare questa vita, ti amare tutto di questa vita.

Grazie persone speciali, vi voglio bene.

martedì 25 aprile 2017

Ciao Dule

Sei passato e rimarrai. Quel legame non si spezzerà, oggi mi hai fatto piangere, anche adesso sto piangendo. Le mie lacrime contano poco, ce ne sono di più profonde e di doloro, asciuga quelle. Stai con loro fino a quando il dolore diventerà sopportabile, fino a quando rivedranno un futuro sereno con te nel cuore e non più al fianco.

Grazie perché abbiamo riso tanto, ci siamo proprio divertiti. Quante volte ci siamo detti che bisogna guardare le cose belle della vita e accettare quelle brutte, quindi adesso chiudo gli occhi, tiro un bel sospiro e indosso per te il mio miglior sorriso e ritorno nei ricordi di quelle giornate di sole in ospedale, quando facevamo ballare le infermiere e in tutto il reparto si sentivano le nostre risate. Custodirò quelle risate di felicità nel mio cuore, saranno la mia immagine di noi. Saranno l'energia dei miei sorrisi, ed é tanto forte che lo sarà per quelli più difficili, per quelli da vero feliciano.

Adesso ho veramente paura. Non ho solo paura di morire, ho paura del tempo che passa, ho paura di sprecare il tempo in cose non importanti. Per cose, non per affetto ed emozioni.
Ho paura di non riuscire a trasformare in fatti le mie intenzioni, i miei pensieri, le miei parole, di fare tutto quello che ci siamo promessi.

Rimani nel mio cuore, nelle mie risate, nella mia consapevolezza. Aiutami a mettere le giuste priorità, a non lasciarmi corrompere. Lo so, la responsabilità è mia. La responsabilità di fare le scelte giuste è mia. La responsabilità di tenerti con me è mia.

martedì 28 marzo 2017

Incazzato!!!!!

Al centro, al centro... che poi tanto la vita ti ci mette. Decidi per te, non decidere per quello che vorrebbero gli altri... che poi tanto la vita è la tua, che poi tanto alla fine sei tu a morire. Rimani sul pezzo, rimani incazzato, trova il punto, focalizza il punto, li devi arrivare. Sconfiggi tutto, strappa, lotta, urla! Non fermarti, corri, corri, lì è il punto. Mettiti al centro, decidi tu del tuo adesso, decidi tu del tuo dopo, decidi tu del tuo domani... che poi tanto alla fine sei tu a morire. La vita è la tua, prenditela, tienitela, vivila. Non puoi tornare indietro, quello che è stato è stato, ma adesso, adesso, non dopo, adesso mettiti al centro decidi tu. Urla, manda finalmente tutti a cagare!!! Che si brucino all'inferno! La vita è tua.
Sei sul filo del rasoio, non hai certezza del tuo domani. Si, ne hai meno degli altri, sicuro non puoi avere più la speranza, ma tu dici che vuoi vivere e poi lasci che siano gli altri a vivere la tua vita.
Che si fottano tutti i carri funebri, i gatti neri, i numeri 13 della tua giornata, che si fottano.
Smettila di raccontartela, smettila di scrivertela, sta cazzo di vita, vivila! Fai, goditela, ce l'hai ancora e allora fallo, vivi!
Buttati e vivi!

domenica 19 febbraio 2017

Mi sono perso nei tuoi occhi.

Eri tutto li nei tuoi occhi, e io mi ci sono perso. Gli stessi occhi di quando avevi ancora il ciuccio in bocca. Per me ieri, per te tantissimo tempo fa. Un istante, e mi sono perso nei tuoi occhi, nella tua anima che non è cambiata con il tempo. Lei è la tua essenza, lei sei tu.

Adesso sei alto, mi parli dei tuoi sogni, di cosa vuoi fare da grande. Adesso, hai energia, hai meno paure, adesso sei cresciuto, adesso stai crescendo, ma gli occhi sono sempre gli stessi. L'anima è la stessa di quando sei arrivato nella mia vita, di quando mi hai dato nuovi orizzonti, nuove prospettive, nuovi valori e nuove priorità. L'anima è l'unica parte di noi che non cambia con il tempo.

Ho visto tutto nei tuoi occhi, sono ancora occhi aperti sull'anima, ma tu sei così. Tu sei trasparente, non hai filtri. Sembri fragile, timido, insicuro, ma sei solo la purezza della tua anima.

Devi rimanere così, i tuoi occhi devono rimanere così. Mio compito insegnarti gli strumenti per non soffrire troppo di quello che i tuoi occhi vedranno. Mio compito è aiutarti a rimanere così.

Ci sarà qualcuno che cercherà di corrompere quello sguardo, di cambiarlo, di farlo diventare come quello di tanti altri, di quasi tutti. Uno sguardo rivolto al fuori, al materiale, alle cose, all'avere e non più all'essere, non più all'anima.

Un istante, un istante in cui nei tuoi occhi ho visto i miei, nella tua anima la mia. Il nostro legame più forte è quello delle nostre anime. Le carezze, gli abbracci e le parole sono solo strumenti per far parlare le nostre anime. Guardarsi negli occhi è legare le nostre anime.

Oggi è il tuo nono compleanno, e ti auguro che quegli occhi, che i tuoi occhi possano vedere riflessa nella tua anima la gioia, la felicità, le incredibili cose di questo bellissimo mondo. Ti auguro di guardare occhi come i tuoi, finestre su anime pure come la tua.

Ti voglio bene.

martedì 14 febbraio 2017

Mandatemi pure a quel pease!

Se lo riterrete giusto, mandatemi pure a quel paese. Sarà mio il compito di capire il perché l'avete fatto. Non tenetevi nel farlo perché sarò vecchio o perché ci vorremo un bene da morire. È vostro il diritto di farlo e soprattutto è mio il diritto di sapere cosa veramente pensate di me.

Io cerco e cercherò di trasmettervi quelle che sono le mie idee, i miei valori, il mio modo di vedere il mondo. Voi ascoltatemi, leggetemi, ma fatevi le vostre idee, cercate i vostri valori e date la vostra lettura del mondo. Con tutto il cuore, spero che la vostra visione del mondo sarà un'evoluzione, un miglioramento e arricchimento della mia, ma se non sarà così, non è un problema, perché la cosa più importante è che sia la vostra di visione e non quella di altri, nemmeno se la mia.

Se mi manderete a quel paese, vorrà dire che io ho sbagliato qualche cosa, o forse che solo non ci saremo parlati, spiegati e capiti abbastanza. Se mi manderete a quel paese, vi chiedo di ricordarmi di lasciarvi parlare e di aprire il cuore e la mente nell'ascoltarvi. Vi chiedo di ricordarmi, che prima di giudicare voi, dovrò con doppia severità giudicare me stesso, perché io sono vostro padre, perché io ho la responsabilità della vostra educazione, della vostra crescita. Io ho scelto di essere vostro padre, non voi di essere miei figli.

Se mi manderete a quel paese, vorrà dire che saremo ancora vicini e questo già mi basta.

sabato 11 febbraio 2017

Fare la cosa giusta per me.

Tenere la rotto, ma quanta voglio di mandare tutti a quel paese che mi arriva dalla pancia, che neanche il cuore riesce a calmare. Non riesco a staccarmi dalla sensazione di nausea, mi parlo, mi faccio lunghissimi discorsi, cercando così di calmare la rabbia. Mi continuo a chiedere come è possibile. I fatti mi danno una risposta, ma che non riesco ad accettare. Ho combattuto tutta la vita per non accettare quella risposta, avevo sempre trovato una scusa, una giustificazione. La speranza del riscatto, del mantenere quella promessa mai detta, ma usata sempre per convincermi.

Scrivo, dico cose che poi io per primo non faccio. Dico di mettersi al centro, e poi passo la mia vita a seguire le ragioni degli altri.

Razionalizzo, ho chiaro cosa devo fare. Staccarmi, accettare ma non più subire. Ognuno è padrone del proprio destino, io del mio come gli altri del loro.

Ho sempre cercato un equilibrio, vedere le cose anche dagli occhi degli altri, pensavo fosse un valore, una mia capacità, e così dicevano anche gli altri. Ovvio, agivo per i loro interessi e non per i miei.

Basta far la cosa giusto per tutti, adesso devono iniziare a fare la cosa giusta per me.

Passato qualche minuto e riprendo il post...

Il 2015 è stato un anno fantastico, il migliore della mia vita, alla fine sono passati solo pochi mesi, rispetto a tutti quelli che ho già vissuto, ma non riesco più a ritrovare quell'Alessandro. Mi sembrava tutto possibile, avevo tirato fuori tutti i miei progetti e non c'era settimana che non ne pensassi uno nuovo. Sono nate le idee di ItaliaLetsDoIt, PushASmile, InTrasformazione, Volontari per un Mondo Migliore, Il mio manuale di vita e altre. Ma credo che buona parte del merito di quel cambiamento, che oggi non trovo più, siano stati il lancio con il paracadute e il salto dal ponte, infatti sono due cose che erano giuste per me ma non lo sono state per molti altri.

giovedì 9 febbraio 2017

Cosa voglio dire oggi ai miei figli.

Mettetevi al centro, sempre. Siate protagonisti della vostra vita, seguite i vostri sogni, fate le cose che vi piacciono, che vi fanno felici. Seguite le vostre idee, i vostri ideali. Siate voi il centro della vostra vita.

Cercate di aiutare gli altri, ma allontanatevi da chi non si vuol far aiutare. Non cercate la vostra felicità in quella degli altri, molte persone non sanno essere felici, rischiate di rimanerne imprigionati.

Preparatevi a essere delusi, accettatelo come parte della vita e concentratevi sulle cose belle lasciando quelle brutte.

Date il vostro palmo al volto che piange, donategli la vostra felicità, non prendete la sua tristezza.

Siate altruisti ma non fatte mai scegliere ad altri per voi, anche se è la persona che più amate e che più vi ama, nessun altro potrà mai sapere veramente cosa è giusto per voi, vi dirà sempre cosa è giusto per lui.

Accettate i vostri errori come momenti di insegnamento, non fate vostri i giudizi degli altri.

Non agite per sentire un bravo, agite per dirvi bravo. La vostra soddisfazione è l'unica che conta.

sabato 24 dicembre 2016

Ascoltare tutto...

Il rumore silenzioso di una foresta che cresce, dell'energia del trasformare di milioni di alberi.

Il fare silenzioso di un Mondo che cresce, dell'energia del migliorare di milioni di persone.

Il rumore dirompente di un albero che cade, di una bomba che esplode, di un urlo di dolore.

Il sibilo del soffio di un bacio, del cuore in un abbraccio.

A noi il compito di ascoltare tutto con attenzione.

sabato 17 dicembre 2016

E' colpa di...

Ho l'amante, è colpa di mia moglia che non mi capisce. Sono grasso, è colpa della pubblicità delle bibite gasate che mi inganna. Ho fatto un lavoro in nero, è colpa dello Stato che è ladro. Ho parcheggiato nell'area per i disabili, è colpa del Comune che non ha fatto abbastanza parcheggi. Ho scaricato un film da internet, è colpa dei cinema che fanno pagare troppo i biglietti. Ho chiamato l'amico medico per saltare la lista d'attesa per la Tac, è colpa dell'ospedale che non compra un altro macchinario. Ho preso una multa, è colpa del Comune che vuole fare cassa. Ho perso un cliente, è colpa del concorrente che fa i prezzi troppo bassi. Non faccio sedere la vecchietta, è colpa delle Ferrovie che non mette abbastanza convogli. Non mi sono fermato, è colpa del gatto che si è buttato.

Ha l'amante, è un porco. E' grasso, è un ingordo. Lavora in nero, è un ladro. Ha parcheggiato nell'area dei disabili, è un mostro. Scarica i film da internet, è un pezzente. Ha saltato la lista d'attesa per la tac, è un infame. E' passato ai 100 all'ora, è un assassino. Ha perso un cliente, è un incapace. Non fa sedere la signora anziana, è un maleducato ignorante. Non si è fermato, è un verme.

Se cerco una colpa a un mio errore, quasi sicuramente sto evitano di prendermene la responsabilità, con l'impossibilità di imparare da questo e migliorare per non commetterlo più. Non posso imparare da un errore, se non parto dall'ammettere di averlo fatto, prendendomene la responsabilità.

Se giudico male una persona per l'errore che commette, quasi sicuramente non ho provato a mettermi nei suoi panni per capirne i motivi, con l'impossibilità di imparare dal suo comportamento errato. Non posso imparare da un errore commesso da un'altra persona, se non ammetto di poter compiere anche io lo stesso errore.

martedì 13 dicembre 2016

Ignoro tantissime cose e non solo...

Ignoro tantissime cose, dei miei studi non ricordo niente, spesso non metto le doppie e mi capita di scrivere ha senza h. Qualche congiuntivo l'ho uccido anche io. Non sono esperto di niente. Odio Siri e non riesco mai a trovare le cose con Google. Parlo malissimo l'inglese e non lo capisco. Di dialetto non se ne parla. Cammino poco, non ho mai fatto seriamente sport nella mia vita. Commetto un sacco di sbagli ogni giorno. Non so niente sul vino, giusto bianco e rosso, tre vitigni piemontesi che però non so riconoscere. Non mi piacciono le bollicine, mi danno acidità. Sto un sacco di tempo su Facebook. Mi capita di parlare male delle perso, sono pieno di dubbi. Ho viaggiato pochissimo. Mangio con la forchetta nella destra e il coltello nella sinistra e così apparecchio la tavola. Mangio da McDonald's, e non sono neanche sicuro che si scriva così. Mi mangio le unghie e anche le pellicine, che poi sanguinano e si sporca tutto, fino a quando non arrotolo e stringo il dito nel fazzoletto di carta. Da ragazzo non mi lavavo i denti prima di andare a letto. Non ricordo i titoli e i cantanti delle canzoni, ne gli autori e i titoli dei libri. Vedo 3 film all'anno. Un casino tra me e la mia ex moglie. Ho un mutuo da pagare. Compro il quotidiano ma leggo solo i titoli. Al semaforo cado in tentazione con l'igiene nasale, dico a tutti di rispettare le regole ma vado ai 180 in autostrada. Non ricordo le cose. Sono pieno di tante intenzioni e pochi fatti. Sono pelato. Ho buttato un sacco di gomma da masticare dal finestrino, ed è la cosa di cui più mi pento nella vita. Non chiamo mai gli amici, ho fatto soffrire della gente. Non dico abbastanza ti voglio bene a mia mamma e a mio papà. Mangio la carne e mi spiace per loro, ma un paio di gatti li ho tirati sotto con la macchina, e non mi sono fermato. Sono ansioso, ho mille paure e mi faccio mille pippe mentali. Odio il mio lato superstizione, e mi tocco quando vedo un carro funebre vuoto. Se ne vedo due in un giorno vado in para. Sono arrogante nel giudicare gli arroganti. Fino a due minuti fa pensavo che senziente fosse sinonimo di arrogante, mi ero confuso forse con saccente. Faccio finta di accettare quelli che la pensano in modo diverso da me. Sono razzista coi razzisti e comunque i più ladri e violenti sono quelli la, è una questione di razza. Se Renzi sia un ladro e un santo non lo so.

Sono sicuro di avere altri mille difetti ed è per questo che ogni giorno cerco di accettare come sono, di migliorarmi dove riesco e di imparare qualche cosa di nuovo con la curiosità.

Cerco di accettare i difetti degli altri, sperando che anche loro facciano la stessa cosa con me.

Quando ci renderemo conto che nessuno è perfetto, che tutti hanno qualcosa di migliore di noi, e noi di loro, finalmente, con animi sereni, inizieremo a guardare tutti insieme l'orizzonte, e non più i piedi del nostro vicino.

sabato 10 dicembre 2016

Scelgo la speranza

È arrivato il momento di scegliere, è arrivato momento di fermarsi un attimo per decidere. Io non credo, non credo che vincerà la rabbia, la paura. Non credo che siamo tutti dei ladri, dei truffatori, dei meschini, degli approfittatori. Si alcuni, ma io guardo le persone intorno a me, guardo i loro cuori, attraverso i loro occhi e vedo cose diverse. Vedo persone deluse, persone sfiduciate, persone spaventate. Persone inconsapevoli. Persone che vorrebbero agire, reagire ma non trovano la forza, persone che si sentono sole, abbandonate. Persone con grandi cuori e grandi sogni nascosti, che hanno paura di tirar fuori, che hanno paura di vivere per non rischiare di rimanere deluse.

È il momento di scegliere se far vincere la speranza o far vincere la paura. Io scelgo la speranza, io scelgo di guardare, di ascoltare le tantissime persone oneste. Scelgo di stare dalla loro parte, scelgo di essere come loro. Scelgo di ignorare con forza gli impostori, che per i loro interessi ci vogliono far tremare di paura, che ci vogliono immobili, paralizzati. Che non vogliono che reagiamo e agiamo, con la forza della speranza, per un mondo migliore, più libero, più giusto. Dove l'unione delle diversità, la condivisione di diverse esperienze saranno gli strumenti più potente per costruire il nostro futuro, il futuro di chi verrà dopo di noi.
Lo dobbiamo a chi ha sofferto, lottato, a chi ha combattuto, a chi ha patito la vera fame per costruire il mondo di cui oggi ci lamentiamo tanto, ma che per loro sarebbe un paradiso.

Scelgo di ignorare, di non ascoltare i disfattisti, gli uomini con i manganelli, i cerca colpe, gli urlatori. Scelgo di mettere le mie energie nel fare per un mondo migliore, nel dare fiducia alle persone, nel trarre dalle mie paure l'energia per trovare il coraggio di accettarle per poterle superare.

Scelgo la speranza che sarà più forte la voglia di un mondo migliore che la paura di cambiare.

Ok proviamoci, ok facciamolo.

Ok proviamoci.
Oggi sono particolarmente abbattuto, stanco. Questa notte non ho dormito a causa di una fastidiosissima tosse. Devo fare un lavoro molto importante per venerdì ma non riesco a iniziare, parto e mi fermo. Parto, mi fermo e mi demoralizzo. Mi gira la testa, se mi concentro sul mio corpo, sento dolore, nausea e la testa che gira. È da un paio di settimane che mi sembra di avere problemi nel concentrarmi, nello stare nella realtà. Arrivo da un periodo molto faticoso, sia per il fisico sia per la mente. Tanto stress e bocconi amari da ingoiare. Sarà così ancora per un bel pezzo. Dall'altra parte, il mio corpo, la mia mente chiedono riposo. Lunedì inizio un'altra settimana di terapia, sarà l'undicesima quest'anno. Sono a terra, mi è difficile scappare dai miei incubi, dalle mie paure.
Ma, ok proviamoci.
A questo stato mi ci ha portato la mia mente, ci sono arrivato io da solo. Gli eventi, i fatti, tutto quello che è fuori di me, sono le scuse, le giustificazioni ma mai la causa. È un periodo difficile ma anche intenso e ricco di nuove cose. Faticoso ma anche vivo. Sono io, che non sto più lottando, sono io che non sorrido più.
Ok, facciamolo.
Se dovessi morire domani, la cosa più stupida da fare adesso, sarebbe piangermi addosso. Sarebbe, raccontare le mie pene, le mie sofferenze. Dare soddisfazione a quella parte di me, che cerca compassione, che cerca un "poverino". Se dovessi morire domani, oggi DEVO vivere. Quante volte l'ho detto, quante volte l'ho scritto. DEVO chiudere gli occhi, respirare, indossare il mio miglior sorriso e trarre dalle cose belle della vita le energie per affrontare la realtà, accettano che il mondo è imperfetto ma consapevole che sono io che guido il mio destino, che scelgo la realtà da vivere.

martedì 6 dicembre 2016

Una tavola rotonda con i cavalieri del NO e del SI, ma tutti senza spada...

E poi adesso, mi piacerebbe tanto che ci sedessimo a una tavola rotonda per ascoltare chi ha votato NO e chi ha votato SI. Un ascolto aperto, totalmente attento alle parole, non per sapere perchè hanno votato SI o NO, non per contestare o approvare le motivazioni, ma un ascolto per capire e cercare di vedere la realtà come la vedono loro, per capire le loro ragioni. Sono sicuro che tutti hanno scelto, il proprio SI o il proprio NO, con le migliori intenzioni, sicuri che fosse la scelta giusta. 

Mi piacerebbe riuscire a farlo, perché ci permetterebbe di ampliare la nostra visione del mondo, della realtà. Perché ci permetterebbe una maggiore consapevolezza dei tanti punti di vista, con la speranza di trovare una visione comune, su cui costruire quell'unione di intenti e di azione necessaria per migliorare veramente questa realtà, questo mondo. 

Per fare questo dobbiamo avere tutti la grandissima capacità di ammettere di poter avere torto, la capacità di essere aperti alla visione degli altri. 

Mi piacerebbe tanto perchè è evidente che in questo momento gli Italiani hanno almeno due visioni della realtà molto diverse, apparentemente impossibili da coniugare, e l'unica certezza che ho è che per migliorare la situazione, dobbiamo agire tutti insieme, e farlo in fretta. Lo dobbiamo ai nostri figli.

sabato 19 novembre 2016

Chi è il vero nemico da combattere...

"Grande Ale, sei un vero combattente!"

Quante volte me lo hanno detto in questi anni, e quante volte io non ho capito chi stavo combattendo. Ovvio, per tutti il mio nemico, la cosa da combattere, era la malattia, ma non per me. La malattia è sempre stata fuori dalla mia vita, ho sempre cercato di non pensarci, di guardare avanti, di accettarla per superarla. Di concentrarmi su tutto il resto. Ho sempre pensato che la mia stanchezza fosse la conseguenza del vivere e non del combattere.

Però è vero, la lotta c'è. Ci sono sere che mi sento vincente e chiudo gli occhi col sorriso, ci sono altre sere, tante altre sere, che mi sento sconfitto e chiudo gli occhi per non vedere. 

Le ultime settimane sono state molto dure, è sono state tante le sere in cui ho chiuso gli occhi per spegnere la mente, per trovare sollievo, per darmi una pausa.

Negli ultimi giorni mi sono chiesto tante volte, perché sto così male, dove spendo tutte le mie energie, chi è questo nemico da combattere.

Ho cercato, ho pensato, volevo vedere il mio nemico negli occhi. Guardarlo negli occhi, trovare le ultime energie per scatenare la battaglia finale. Mi sentivo stremato, sentivo che non potevo resistere ancora. Da vincente o da perdente, volevo comunque che questa lotta finisse. La necessità del riposo era più forte della voglia di vincere.

Non ricordo come, non so come, ma poi ho capito, poi l'ho visto il mio nemico. Il mio nemico sono io. E' la mia mente, il mio nemico è dentro di me. Non lo vedevo, non potevo vederlo, perché cercavo nel posto sbagliato, cercavo negli eventi, nelle persone, nella sfortuna. Cercavo fuori da me.

Il mio nemico, è la giustificazione, è la scusa che trovo ogni volta che dovrei agire per reagire. Il mio nemico, è la paura di sbagliare, la paura di quello che potrebbero pensare gli altri, il mio nemico è dare peso a quello che dicono gli altri. Il mio nemico è la mia insicurezza, è la mia paura.

E' vero, la mia è una lotta dura. La lotta contro la mia voglia di arrendermi, di lasciarmi guidare dagli altri e dagli eventi. E' una lotta contro il mio immobilismo, contro il mio vittimismo, contro il dare la colpa di tutto agli altri. E' una lotto contro l'arrendermi, contro il lasciami sopravvivere.

Lotto perché voglio essere io a decidere, voglio essere io alla guida del mio destino, perché voglio essere più forte delle mie scuse e giustificazioni. Lotto perché voglio vivere. Lotto perché voglio essere felice.

Mi guardo in giro è vedo tantissime persone arrabbiate, deluse, che passano la vita bloccate dalle loro scuse e giustificazioni. Tantissime persone che trovano la soluzione della loro infelicità, della loro insoddisfazione nel dare la colpa agli altri. Tantissime persone immobili, ferme sulle loro intenzioni, incapaci di agire per raggiungere quello che vorrebbero, incapaci di trasformare le intenzioni in fatti. Tante persone che non sanno cosa vogliono veramente.

Ho capito che la lotta continuerà finchè vivrò, e spero di lottare il più a lungo possibile.

Tutti dobbiamo scegliere per cosa lottare. Io ho scelto, ho scelto di essere felice e lottare per questo.

martedì 15 novembre 2016

Problema e Sfida

E poi mi accorgo che mi basta cambiare la parola "problema" in "sfida" per fare diventare tutto più chiaro, per ritrovare l'energia per agire, per rialzare lo sguardo, per accendere il mio miglior sorriso. Per capire che la differenza la faccio io e che quella sfida è arrivata per permettermi di migliorare, di crescere. Quella sfida, che diventi medaglia o cicatrice, è comune la mia vita.

domenica 13 novembre 2016

SOGNO, VISIONE, PASSIONE, VITA.

Chiudi gli occhi e cerca il TUO SOGNO. Cerca quel sogno che ti fa battere il cuore più forte, quello che ti fa sbocciare il tuo miglior sorriso, quello che sbriciola tutte le tue paure.
Prendi quel sogno e trasformalo nella TUA VISIONE. Visualizza tutti i dettagli, tutti i particolari di quella visione. Senti i profumi, vivi tutta l'intensità dell'emozioni di quella visione. Apri gli occhi e agisci perché quella visione diventi la TUA PASSIONE, diventi la TUA VITA.
SOGNO, VISIONE, PASSIONE, VITA.

lunedì 7 novembre 2016

Ho voglia di vomitare tutto quello che ho dentro ma andrà tutto bene.

La voglia è tanta, forse addirittura è necessità. L'ira è fortissima. Ho voglia di urlare, di incazzarmi e di vomitare tutto quello che ho dentro.

Abbiamo un problema, allora uniamoci per capire la causa e agiamo tutti insieme per risolverlo. Tutti insieme con lo stesso obiettivo. Invece? Invece l'istinto è tirarsi indietro, è cercare le colpe e le giustificazioni per quello che è successo. È questo che mi fa incazzare, è questo che mi fa stare male.

Noi siamo diversi, noi sappiamo che se lo scafo della nave ha una falla, la prima cosa è chiuderla, poi fare in modo che non se ne aprano altre e solo dopo, solo alla fine, capire come mai si è formata la prima e imparare perché non succeda più. Noi sappiamo che non ha senso, che è una pratica suicida, che è una stronzata, guardare la falla e chiedersi chi è stato a farla, di chi è la colpa.

Si, è atteggiamento comune, si, è un brutto atteggiamento comune. Facebook è pieno di post e di commenti di persone che scrivono solo per dire, per indicare, per puntare il dito su chi è il colpevole, il presunto colpevole di questo e di quello. La colpa dei migranti è di questo, la colpa della crisi economica è di quello. Siamo arrivati all'assurdo del dare la colpa del terremoto alla vendetta del Signore per i matrimoni gay.

Pensate, se la prima volta che mi hanno diagnosticato la leucemia mi fossi impuntato a cercare di chi fosse la colpa, pensate poi alla seconda e alla terza volta. Forse è lì, anzi è sicuramente lì, che ho imparato che non serve a niente cercare le colpe, chiedersi il perché è successo proprio a me, ma serve capire le cause, e con la leucemia è già un bel casino, ma soprattutto è importantissimo, è la cosa più importante, concentrarsi sul come imparare da quello che è successo e agire di conseguenza. Dalla mia esperienza ho capito che l'unica cosa che posso fare è godere in felicità ogni istante della vita che mi resta da vivere. Non ho il controllo su quanta vita potrò ancora vivere, ma ho il controllo su come viverla, e qui voglio fare la differenza, e qui devo dimostrarmi di aver capito e devo farlo stando nel qui e ora, stando nel presente, guardando le cose belle della vita e accettando quelle brutte, e lo devo fare con il sorriso.

Se c'è un problema dobbiamo come prima cosa agire immediatamente e con determinazione per arginare e minimizzare i danni causati dal problema, subito dopo cercare le cause del problema per capire come risolverlo e prevenire perché non si ripeta, facendo di questa esperienza un momento di crescita.
È importantissimo in questo processo, avere la consapevolezza delle cose su cui si ha il controllo o comunque la possibilità di agire con efficacia e quelle cose che non dipendono da noi, che non possiamo modificare. Nella fase di risoluzione e prevenzione del problema, non ha senso concentrare energie sulle cose su cui non possiamo influire, devono essere prese come dato di fatto, e concentrare i nostri sforzi sulle cose che possiamo modificare.

Quando si parla di colpa, quando si cerca la colpa, si fa sempre riferimento a persone, ma le persone sono la causa solo se c'è dolo o negligenza, se l'azione è compiuta volontariamente per causare dei danni. In questo caso non siamo davanti a un problema ma a un delinquente che si merita la giusta punizione secondo la legge. In tutti gli altri casi, dobbiamo cercare le cause nelle procedure, nei comportamenti delle persone e non nelle persone, nella non corretta formazione delle persone e nella non corretta consapevolezza delle conseguenze delle azioni.

Quando i problemi sono gravi, più i problemi sono gravi, e più dobbiamo vedere nell'unione delle persone il modo migliore per risolvere questi problemi.

Tutti abbiamo delle capacità e attraverso l'unione e la condivisione di queste capacità possiamo risolvere i problemi. Attraverso l'unione e la condivisione, queste stesse capacità aumentano in modo esponenziale e nessun problema è irrisolvibile.

Questo è uno di quei momenti in cui devo riuscire a chiudere gli occhi, fare un profondo respiro, mettermi il mio miglior sorriso e dire "ANDRÀ TUTTO BENE!" e andrà tutto bene perché siamo un gruppo speciale.