giovedì 4 marzo 2010
PRIMA VISITA DI CONTROLLO
Ore 7 sveglia, la notte non è andata liscissima almeno per Yara e i pupi. Il mio amore mi ha tenuto fuori dai giochi e mi ha lasciato dormire ma c'è stato un gran trambusto. Kiki ha pianto fino alle 2 e Mr X si è svegliato alle 5 con 38.9 di febbre, poverini l'emozione di avere papai a casa. Non preoccupiamoci l'amore è il medicinale più forte. Ribadisco che Yara, oltre ad essere una santa donna, ha un “fisico bestiale”. Come cantava Luca Carboni. Ore 8, eccomi in ospedale per la prima visita di controllo. Mi avevano detto di arrivare verso le 8.30 e speravo che arrivando alle 8 sarei stato il primo. Entrato nella sala d'aspetto ho capito subito che deve essere stato un pensiero comune. Era già piena. Alle 8.10 mi hanno comunque chiamato per il prelievo. Io stesso alle 8.20 ho consegnato le 9 provette al centro trasfusionale al primo piano. Nell'attesa avevo già incontrato il medico che mi ha dato le prime rassicurazioni sul buon risultato dell'esame dell'aspirato midollare. Ovviamente la prima cosa che mi ha detto è stata: “c'è ancora qualche cellula anomala ma per il resto è tutto ok, dobbiamo comunque sbrigarci per il trapianto”. Mi chiedo sempre perchè dicono “dobbiamo” sbrigarci, io che cavolo posso fare se non seguire alla lettera le loro indicazioni. Mi dicano chiaro che devo andare in Germania a parlare con il possibile donatore e convincerlo a sbrigarsi. Perchè se è cosi io sono già sull'aereo. Dopo aver consegnato le provette sono andato al bar a fare colazione. E' stato molto bello camminare per i corridoi dell'ospedale perchè ogni 3 metri ho incontrato qualcuno dello staff dell'ematologia, niente di strano visto che sono più di 40. E tutti mi fermavano e mi salutavo felici dicendomi che avevano visto i risultati del risucchio e che era tutto ok e che erano felici per me. Anche il giornalaio si è congratulato. Sono veramente il mito dell'ospedale. Adesso sono ancora in sala d'attesa e aspetto il mio turno per la visita medica con i dottori. Sono le 9.14....
mercoledì 3 marzo 2010
ATTERRAGGIO NON PROPRIO MORBIDO
Ieri contro le nostre più rosee previsioni i dottori ci hanno comunicato alle 8.20 che dalle 9.00 ero libero di uscire. Noi ci eravamo organizzati per la dimissione per oggi o domani. Noi, perchè i medici continuavano a ribadire che sarebbe stata verso fine settimana. Non vi dico quindi il casino e l'eccitazione nel fare le valige. In un mese avevo accumulato un sacco di cose nei 18 mq che avevamo previsto di portare a casa in 2 o 3 giri. Abbiamo invece dovuto fare tutto in una volta sola e il risultato è stato: 3 valige e diversi sacchetti. Quando siamo usciti dall'ospedale tutti ci guardavano malissimo. Qualcuno forse avrà pensato che al sesto piano dell'ospedale in realtà c'è un villaggio turistico. Fortunatamente ero molto più pronto rispetto alla prima volta e quindi il viaggio in macchina dall'ospedale a casa è andato molto più liscio. Nessuna paura di attentati terroristici. Xandre ci stava già aspettando alla finestra e anche lui era molto più preparato al ritorno del papai. Nessuna scena surreale della materializzazione in 3D del proprio figlio come per la prima volta. Oltre a Xandre e a Kiki, a casa ad aspettarmi c'erano Neli e Don. Vi lascio immaginare i primi momenti in casa. Ossigeno, colori, rumori, odori oltre ovviamente a Xandre, Kiki e tutti gli altri. Più passava il tempo più l'adrenalina calava e più mi sentivo sparato dentro una giostra che girava a tutta velocità. Ho creduto un paio di volte di non reggere. Pensandoci bene gli astronauti dopo una missione nello spazio rimangono isolati per potersi acclimatare. Forse sarebbe servito anche a me. Vedere Yara impegnata nelle mille faccende di casa mi ha sconvolto, credo che nemmeno dandomi una settimana di tempo riuscirei a fare quello che lei ha fatto nelle ultime 24 ore. Ho perso il concetto di azione e non solo. Oggi pomeriggio ad un certo punto Yara mi ha guardato e mi ha detto: “Alessandro saranno 3 ore che non dici una parola”. Cosa volete “che vi dica”, la mia normalità dei 18 mq era non parlare, stare zitto. Ho perso l'abitudine al parlare. Non sto male è solo che questo secondo giro mi ha segnato veramente tanto, sia fuori sia dentro. Essere a casa è bellissimo, poter stare con Yara, Xandre, Kiki e Neli è meraviglioso. Cosi come potersi fare una doccia e asciugarsi con un telo di spugna morbido e profumato. Sono un milione le cose che fanno meraviglioso stare a casa, anzi tutto. Nei 18 mq niente è meglio della peggior cosa di casa. Non ho però ancora le energie per godermi tutto questo ma fortunatamente questa volta ho tempo per riprendermi. Questo atterraggio nella mia vita non è stato proprio morbidissimo, bellissimo ma non morbidissimo!
5,100 656 × 10 elevato alla 14^ mq - 18 mq
Postare giornalmente è diventata una specie di droga. Molte volte durante la giornata mi trovo a riflettere sulle cose ma rifletto già proiettando l'idea al testo del post di commento. Sono sicuro che questa cosa non sia per niente sana ma come per tutti i vizzi, soprattutto quelli di dipendenza, non si possono interrompere dall'oggi al domani. Quindi ho deciso di continuare ad aggiornare il blog, per quando mi sarà possibile in questa mia vita molto più movimentata. Blog che però ha cambiato nome temporaneamente fino al mio rientro in ospedale. Come potete vedere il nuovo nome è 5,100 656 × 10 elevato alla 14^ mq - 18 mq, il totale della superficie delle terra – i 18 mq. Il mondo fuori dai 18 mq. Per evitare troppi problemi l'indirizzo internet rimane http://18mq.blogspot.com lo stesso di sempre. Mi scuso con tutti i "matematici" per la scorrettezza dell'annotazione del 10 elevato alla 14^ ma non riesco a mettere 14 all'apice di 10.
ATTESA E RITORNO ALLA VITA by PAOLO Z.
Adesso si vede qualcosa
La notte è stata fredda e lunga, paura nelle vene e schiena rotta sui sassi
Adesso la luce filtra oltre colline gelate e spoglie
adesso il giorno porta luce di ciò che conoscevo...o forse non so che sia
entra il vento nella mia tenda di tela
soffia aghi di ghiaccio e sento ponentino
ancora un minuto a guardare la mia mesta capanna: confine tra un filo di vita e lupi affamati
adesso è ora di uscire
adesso è ora di godere questa giornata di ghiaccio, sole rosa, cielo cobalto
ancora un passo per vivere ancora un giorno con ciò che amo
niente e tutto
ancora un giorno per ritornare, forse per l'ultima volta in questa capanna
adesso ho deciso, entrerò ancora una volta nella mia capanna e ne uscirò
amo troppo tutto il resto, per rimanerci
La notte è stata fredda e lunga, paura nelle vene e schiena rotta sui sassi
Adesso la luce filtra oltre colline gelate e spoglie
adesso il giorno porta luce di ciò che conoscevo...o forse non so che sia
entra il vento nella mia tenda di tela
soffia aghi di ghiaccio e sento ponentino
ancora un minuto a guardare la mia mesta capanna: confine tra un filo di vita e lupi affamati
adesso è ora di uscire
adesso è ora di godere questa giornata di ghiaccio, sole rosa, cielo cobalto
ancora un passo per vivere ancora un giorno con ciò che amo
niente e tutto
ancora un giorno per ritornare, forse per l'ultima volta in questa capanna
adesso ho deciso, entrerò ancora una volta nella mia capanna e ne uscirò
amo troppo tutto il resto, per rimanerci
martedì 2 marzo 2010
PRECISAZIONE!!!
Alessandro non c'è nei 18mq non solo spiritualmente, non c'è proprio più. L'E' ANDAI A CA'!!!!!
Come nelle battaglie più epiche quando il nemico sembra aver la vittoria in pugno, un manipoli di eroi, nel nostro caso gli 80 globuli bianchi di sabato, mossi da un'energia sovrumana ribaltano la situazione e vincono la battaglia. Questi eroi che solo sabato erano 80, domenica erano già 240, ieri 910 e oggi 3.000.
Non ho ancora deciso del futuro immediato di questo blog, sicuramente tornerà attivo il 22 quando mi ricovereranno nuovamente ma fino ad allora non so. Voi ogni tanto passate comunque di qui....
Come nelle battaglie più epiche quando il nemico sembra aver la vittoria in pugno, un manipoli di eroi, nel nostro caso gli 80 globuli bianchi di sabato, mossi da un'energia sovrumana ribaltano la situazione e vincono la battaglia. Questi eroi che solo sabato erano 80, domenica erano già 240, ieri 910 e oggi 3.000.
Non ho ancora deciso del futuro immediato di questo blog, sicuramente tornerà attivo il 22 quando mi ricovereranno nuovamente ma fino ad allora non so. Voi ogni tanto passate comunque di qui....
SILENZIO
Nei 18mq c'è uno strano silenzio, c'è quiete e calma. Si sente solo il sibilo del sistema di filtraggio dell'aria. La luce entra dalla finestra e illumina la stanza. Illumina una stanza vuota. Niente più Pc e Mac, niente Wii e libri sopra il minibar. Niente più Alessandro, solo silenzio.
lunedì 1 marzo 2010
PAGINE DI UN LIBRO
Quando ero piccolo la sera dell'ultimo dell'anno durante il cenone mio padre mi raccontava una storia. Mi raccontava la storia dell'anno passato che incontrava l'anno nuovo. Mi raccontava che l'anno passato era vestito con una tunica fino ai piedi sporca e logora. L'anno passato aveva i capelli e la barba lunghi e bianchi. Camminava con fatica e aveva il bastone. Era molto, molto stanco perchè era stato l'anno in corso per 12 mesi e aveva fatto un sacco di cose. Invece l'anno nuovo era un giovane ben vestito, tutto baldanzoso che si avvicinava saltellando. I due anni a mezzanotte precisa si incrociavano sfiorandosi. Si guardavano negli occhi per un istante senza dirsi niente e poi proseguivano per la loro strada. L'anno passato verso il posto dei ricordi dove c'erano ad aspettarlo tutti gli altri anni passati e l'anno nuovo invece iniziava il suo lavoro. Iniziava ad essere il protagonista, pieno di speranze e buoni propositi. Questa storia mi piaceva tantissimo, gli chiedevo di raccontarmela mille e mille volte. Mi piaceva immaginare questa figura di anziano saggio che pieno di esperienza e cose fatte lasciava spazio all'anno nuovo, andando a prendere il suo fra gli altri saggi anni passati. Per molti anni è stata la mia immagine del tempo che passa. Cosi anche il Febbraio 2010 è arrivato, ha fatto il suo dovere e ieri è andato. Da ieri sera è diventato memoria e ha lasciato posto per questo nuovo Marzo 2010. Il mese della primavera. Il mio è stato un Febbraio molto strano. Sono entrato in ospedale il 1° e ieri alle 23.59.59 ero ancora qui. Ogni istante del mese nei 18 mq, tolte le prime sette ore. Nonostante questo la mia vita fuori da questi 18 mq è continuata, mia moglie ha continuato ad amarmi e a crescere i nostri figli. I nostri figli a fare nuove esperienze e nuovi passi nella vita. Le aziende a fare fatturato. Io non c'ero ma il film della mia vita ha continuato ad essere proiettato su tutti gli schermi. Un bella cosa vero? Ma c'è un piccolo particolare che mi lascia molto stranito. Il Febbraio 2010 non mi ha lasciato ricordi, immagini, sensazioni. Mi ha lasciato solo storie raccontate e fotografie scattate da altri. Il mio mese di Febbraio 2010 non andrà a sedersi insieme agli altri mesi passati per essere li pieno di ricordi da consultare quando ne avrò voglia. Febbraio 2010 è andato. Tutto quello che ho vissuto nei 18 mq è stata la mia realtà ma non la mia vita. Quello che mi succede qui dentro è una cosa diversa dalla vita. Farà sempre parte di me ma non sarà la mia vita. E' come quando si legge un bel libro, ci si lascia prendere e ci si immedesima nel protagonista. Mentre si legge, la realtà del protagonista è la nostra realtà ma quando si arriva all'ultima pagina e poi si chiude il libro quella non diventa la nostra vita. Il ricordo delle parole del libro ci saranno sempre, magari leggendo ne avremo tratto anche qualche insegnamento. Ma la storia narrata non sarà mai la nostra vita. Con un libro possiamo immaginare di andare su un pianeta sconosciuto, possiamo immaginare di camminare sul fondo del mare. Leggendo un libro la nostra mente ci permette di immaginare di fare cose che non ci permetterebbe di fare nella vita reale. E cosi è qui nei 18 mq. Non posso pensare che nella mia vita reale possa stare due mesi lontano dai miei figli, non possa dormire con mia moglie o semplicemente farmi illuminare direttamente dal sole. Scrivo questi post dal primo giorno proprio per dare pagine a questo libro che sto leggendo su di me ma che non sarà mai la mia vita.
INTEGRAZIONE
Faccio subito questa integrazione in risposta al commento di Lucia. Per rendere il post più chiaro devo precisare cosa intendo con “la mia vita”. La mia vita è la serie di istanti della realtà che ho deciso che ne debbano fare parte. Libero arbitrio. E' fondamentale distinguere il concetto di realtà da quello di propria vita. La realtà è il flusso di eventi che ci si presentano nel cammino dalla nostra nascita alla nostra morte. La nostra vita è la selezione di quelli più significativi e più importanti. Selezione normalmente inconscia. Noi viviamo istante dopo istante e selezioniamo inconsciamente quali ricordare e fare nostri e quali no. E' fisicamente impossibile per l'uomo memorizzare ogni istante dal concepimento/nascita (qui dipende dalle vostre credenze), fino alla morte. Attualmente non ne abbiamo le capacità mentali. Qualcuno sostiene che in realtà il nostro inconscio registrate tutto e che sotto ipnosi ci si può ricordare istante per istante. Io non lo credo perchè la nostra realtà non è un film con un video e un sonoro dove si può fare avanti, indietro e fermo immagine. La nostra realtà è qualcosa di molto più complesso e profondo che viviamo con i nostri 5 sensi ma elaboriamo con la nostra mente e soprattutto con le nostre sensazioni ed emozioni. Vi faccio un esempio. La prima volta che facciamo una strada, ad esempio quella per andare in un posto di villeggiatura, ci sembra sempre lunga e stancante. E' la prima volta e quindi dobbiamo stare ben attenti alle indicazioni per non perderci, non conosciamo le curve, gli incroci e ogni paesaggio è nuovo. Già il ritorno ci sembra più breve. La quarta volta che facciamo quella strada quasi non ce ne accorgiamo e ci sembra di arrivare in un baleno. Ovviamente salvo il traffico. La prima volta è stata una nuova esperienza, la nostra mente incamerava le nuove informazioni le confrontava con quelle già presenti negli archivi e in tempo reale dava le indicazioni per proseguire. Un processo lungo e faticoso. Le altre volte era solo rivivere un'esperienza già fatta. Mentalmente molto più facile e meno faticoso. Questo per dimostrare che la nostra mente non vive tutta la realtà nello stesso modo, alcune cose decide di farle sue e altre di non considerarle. Io ho solo aggiunto a questo il libero arbitrio di decidere quali inserire nella mia vita e quali no. Questo è il risultato di anni di analista (falso ma da credibilità). La possibilità di scegliere cosa far rientrare nella propria vita e cosa no ci permette di mantenere un equilibrio anche nei momenti più sconcertanti e difficili. Come quello che sto passando io. Quindi ribadisco che febbraio non mi ha lasciato ricordi della mia vita. Ricordi della realtà si ma non della “mia vita”.
INTEGRAZIONE
Faccio subito questa integrazione in risposta al commento di Lucia. Per rendere il post più chiaro devo precisare cosa intendo con “la mia vita”. La mia vita è la serie di istanti della realtà che ho deciso che ne debbano fare parte. Libero arbitrio. E' fondamentale distinguere il concetto di realtà da quello di propria vita. La realtà è il flusso di eventi che ci si presentano nel cammino dalla nostra nascita alla nostra morte. La nostra vita è la selezione di quelli più significativi e più importanti. Selezione normalmente inconscia. Noi viviamo istante dopo istante e selezioniamo inconsciamente quali ricordare e fare nostri e quali no. E' fisicamente impossibile per l'uomo memorizzare ogni istante dal concepimento/nascita (qui dipende dalle vostre credenze), fino alla morte. Attualmente non ne abbiamo le capacità mentali. Qualcuno sostiene che in realtà il nostro inconscio registrate tutto e che sotto ipnosi ci si può ricordare istante per istante. Io non lo credo perchè la nostra realtà non è un film con un video e un sonoro dove si può fare avanti, indietro e fermo immagine. La nostra realtà è qualcosa di molto più complesso e profondo che viviamo con i nostri 5 sensi ma elaboriamo con la nostra mente e soprattutto con le nostre sensazioni ed emozioni. Vi faccio un esempio. La prima volta che facciamo una strada, ad esempio quella per andare in un posto di villeggiatura, ci sembra sempre lunga e stancante. E' la prima volta e quindi dobbiamo stare ben attenti alle indicazioni per non perderci, non conosciamo le curve, gli incroci e ogni paesaggio è nuovo. Già il ritorno ci sembra più breve. La quarta volta che facciamo quella strada quasi non ce ne accorgiamo e ci sembra di arrivare in un baleno. Ovviamente salvo il traffico. La prima volta è stata una nuova esperienza, la nostra mente incamerava le nuove informazioni le confrontava con quelle già presenti negli archivi e in tempo reale dava le indicazioni per proseguire. Un processo lungo e faticoso. Le altre volte era solo rivivere un'esperienza già fatta. Mentalmente molto più facile e meno faticoso. Questo per dimostrare che la nostra mente non vive tutta la realtà nello stesso modo, alcune cose decide di farle sue e altre di non considerarle. Io ho solo aggiunto a questo il libero arbitrio di decidere quali inserire nella mia vita e quali no. Questo è il risultato di anni di analista (falso ma da credibilità). La possibilità di scegliere cosa far rientrare nella propria vita e cosa no ci permette di mantenere un equilibrio anche nei momenti più sconcertanti e difficili. Come quello che sto passando io. Quindi ribadisco che febbraio non mi ha lasciato ricordi della mia vita. Ricordi della realtà si ma non della “mia vita”.
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