giovedì 15 settembre 2011
NOTA DELL'AUTORE (SOPRATTUTTO PER MICHI)
mercoledì 14 settembre 2011
IO SONO TORNATO MA I CONTI NO
Torno a casa, ovviamente, a energie zero. Con la sola voglia di mettermi sul divano e spegnere il cervello ma anche con la voglia di condivisione, la voglia di parlare con qualcuno per potermi sfogare. Non cerco risposte o aiuti su come risolvere i miei problemi di lavoro. Cerco qualcuno che mi ascolti e che magari mi dia anche una bella pacca sulla spalla e mi dica: “non ti preoccupare, si risolverà tutto”. Cerco qualcuno che se non mi capisce, almeno faccia finta di farlo.
E invece torno a casa e cosa trovo? Trovo qualcuno che si incazza perchè mi sono stancato al lavoro. Qualcuno che mi vorrebbe fare, e se non scappassi in tempo mi farebbe, una bella paternale sul fatto che per le mie condizioni di salute lavoro troppo. Che dovrei riposarmi di più. Stare a casa di più. Trovo qualcuno che mi dice che mi trascuro, che “non capisco” la mia condizione. Praticamente che sono uno stupido, che fa solo il bene degli altri.
I conti non tornano. Io cerco di non far pesare la mia situazione di salute, ne fuori ne tanto meno in casa. Faccio finta mille volte al giorno che tutto vada bene e che è ok. Cerco di portare avanti la mia vita e i miei impegni, cerco di dare conto alle mie responsabilità. E il risultato è che chi mi dovrebbe supportare, invece mi da dello stupido.
Io anche questa sera sono tornato a casa ma anche questa sera i conti no.
UN MONDO DI VITTIME E INCAZZATI
Crediamo di aver “fatto” molto più degli altri, crediamo di aver dato il massimo e oltre. Crediamo di aver fatto il possibile. E su questa credenza giudichiamo il nostro lavoro. Ovviamente il risultato è sempre lo stesso. Io ho fatto un sacco e gli altri niente.
Sfortunatamente quasi sempre confondiamo quello che vorremo fare con quello che realmente facciamo, cioè le intenzioni con i risultati.
Avrei voluto scalare l’Everest e ce l’ho messa tutta per farlo, ma questo non è sufficiente per mettere la bandierina sulla cima. Bisogna arrivare in cima per poter dire di aver scalato l’Everest, anche se si è il migliore scalatore al mondo.
Passo minimo 12 ore al giorno in ufficio, torno a casa e penso al lavoro, anche nei weekend l’unico pensieri è sempre lui: il lavoro. Di notte non dormo per i problemi del lavoro. E guarda quel mio collega, non sgarra di un minuto gli orari d’ufficio, il weekend è sempre in giro a divertirsi e guadagna più di me. Non è giusto!!!
Ma la domanda è: quali sono i miei risultati e quali quelli del mio collega?
Nota aggravante è che chi giudica le proprie intenzioni e non i proprio risultati, quando viene messo davanti all’evidenza dei numeri o dei fatti, trova sempre un modo per giustificarsi.
Ma io ce l'ho messa tutta è che .... e qui un milione di scuse. Non è colpa mia, è colpa di questo o di quello.
Cosa poi che mi fa andare fuori di testa è quando, oltre a giudicarsi sulle intenzioni, oltre a giustificare le proprie mancanze, ci si incazza.
Ecco, questo è proprio quello che mi fa andare fuori di testa e sfortunatamente per me il mondo è pieno di gente così.
sabato 10 settembre 2011
HO VISTO IL FONDO
La giornata lavorativa è stata intensa e quando sono tornato a casa, la famiglia mi ha risucchiato.
Ho perso il ritmo, tutto corre più veloce di me. Non riesco a stare dietro la mia vita. I giorni passano e l’angoscia aumento.
Sto male. Non riesco a fare 10 gradini senza dovermi fermare per riprendere fiato e per i colpi di tosse. Tutti i sapori e gli odori sono alterati. La carne cotta, il soffritto e anche il prosciutto cotto hanno per me degli odori insopportabili. Entrare in cucina o sedermi a tavola sono una vera e propria sofferenza.
A tutti dico che va bene e che è tutto ok, ma non è così. Non mi riconosco più, non trovo più dentro di me le energie. Mi sveglio alla mattina senza stimoli, li cerco, penso e ripenso ma non c’è niente che mi accenda dentro.
I bambini sono bellissimi e meravigliosi, sono la cosa più bella che ho fatto e che mi ha dato la vita, ma non bastano più. Anzi in alcuni momenti assorbono le pochissime energie che ho.
Mia moglie mi è vicina ma anche lei è stufa della situazione che oramai dura da quasi due anni. Cerco il suo supporto ma dovrei essere io a darlo a lei.
Mi sento solo, vorrei parlare con qualcuno della mia situazione ma non c’è nessuno e anche se ci fosse non sono sicuro che avrei le energie per farlo.
Molte volte mi trovo da solo con mia moglie e le parole che ho in testa non escono, vorrei spiegarle, condividere tutti i miei disagi ma la bocca rimane chiusa e la testa scoppia.
Credo negli angeli e nelle loro energie, li sento vicino a me. Li prego tutti i giorni di darmi la forza per ritrovare il mio cammino. Ma mi sento ancora fermo e smarrito.
Vorrei uno stimolo per andare avanti e soprattutto non vorrei più il dubbio. Cento volte al giorno mi si presenta davanti l’ombra del dubbio.
Molto del mio malessere è dato da tutto lo schifo che ho fatto in ospedale e dal non prendere più il cortisone, ma la consapevolezza di questo non mi aiuta.
Forse dovrei riposare, cercare di recuperare le forze dormendo e stando a letto. Ma come si fa con due bambini che hanno bisogno di te. Il dubbio mi dice che non posso sprecare tempo e che devo fare tutto il possibile ma poi mi trovo senza energie e sto male.
Ieri sera non ho toccato il fondo, l’ho solo visto. Ho visto che è molto vicino.
Ho bisogno della scintilla per riaccendere la mia vita. Ho bisogno dei brividi delle cose nuove e delle nuove speranze. Ho bisogno di ricominciare a vivere pensando senza paura al domani.
Voglio la lucidità dei pensieri, la sicurezza delle mie decisioni. Voglio credere di essere nel giusto. Voglio la mia creatività, il mio ottimismo, il mio sognare sempre una vita migliore. Voglio la mia vita.
martedì 23 agosto 2011
STRESS DA TECNOLOGIA
Faccio parte di quella generazione di mezzo fra la non tecnologia e la tecnologia. Come molti miei coetanei, per qualche anno ho nascosto il telefonino perchè "era da sfigati" e ho vissuto la mi infanzia e adolescenza con un solo telecomando per la televisione. Ricordo anche quando non avevamo il telecomando. Ricordo ancora le prime due videocassette VHS entrate in casa. Cenerentola e La finale dei mondiali di Spagna 1982. Entrambe comprate ma piratate. All'epoca non si sapeva comunque cosa volesse dire "piratate".
Adesso il mondo è lo stesso ma con molti più carica batterie.
Da qualche giorno il mio fidatissimo computer, di una marca famosa perchè "certe cose succedono solo ai concorrenti", ha iniziato ad andare in blocco ogni 10 minuti. Non vi dico gli insulti e le incazzature. Il problema è iniziato dopo che ho scaricato l'ultima versione del sistema operativo. La versione che mi avrebbe dovuto rendere la vita bellissima e che mi avrebbe dovuto permettere di fare le cose più meravigliose del mondo.
Fino a qualche hanno fa, avrei cercato di sistemare io il problema. Ero uno smanettone. Quante notti passate insonni ha cercare di sistemare Pc...
Comunque ad un certo punto della mia vita ho deciso di smettere, lo stress di non riuscire era nettamente maggiore del piacere di sistemare le cose. Ovviamente con una famiglia, poi, il tempo ha preso maggiore valore.
In questi giorni ho avuto parecchie volte la tentazione di provarci ma sono sempre riuscito a resistere. I dati sul computer erano troppo importanti per rischiare di perderli.
Ieri, dopo una mattina di accendi/si blocca/riavvia/si blocca/ecc., ho deciso di andare all'assistenza. Solo 130 km da casa.
Allo store sono stati tutti super gentili ed efficienti e dopo 3 ore, all'inizio ne avevano stimate 1 e 1/2, mi hanno ridato il computer... super bello funzionante ma senza più una briciola dei mie dati. Sono stato zitto perchè prima di prendersi in carico il computer mi hanno fatto firmare un plico di 10 foglio per togliersi ogni responsabilità dell'eventuale perdita dei dati.
Ok, avevo fatto il backup dei dati prima di portarlo e quindi l'ho preso e mi sono rifatto i 130 km per tornare a casa.
Questa mattina di buona lena mi sono messo a importare i dati dal backup ma ... ma credo di aver perso tutte le e-mail, le impostazioni della posta e chissà quante altre cose. Per ora siamo a quota tre ore e nulla di fatto.
Ho il morale a terra e soprattutto una fortissima nostalgia: della mia agenda, anche se si scollava già a luglio, dell'armadio con archiviata tutta la corrispondenza con i clienti e i fornitori, dove alla peggio si incastrava, e si incastrava sempre, l'anta a scorrimento, e dei blocchetti di fotografie 10x15 che al massimo si attaccavano fra loro le pagine quando faceva troppo caldo...
Essere figlio di mezzo è stressantissimo
domenica 21 agosto 2011
DISINTOSSICAZIONE
Da 10 giorni non prendo più il cortisone, la mia droga. I primi giorni sono andati senza grossi problemi di astinenza, e la cosa mi aveva dato molta speranza.
Ma da qualche giorno inizio a sentirmi molto stanco e in alcuni momenti a pezzi. Ho il fiato cortissimo, e basta una rampa di scale per farmi venire il fiatone. Il grande caldo di questi giorni non aiuta.
Ad esempio, questa mattina è andato tutto abbastanza bene, niente super energia ma il giusto. Con il pranzo la situazione ha iniziato a peggiorare. Sono riuscito a mangiare solo un pò di insalata e contro voglia. Nel pomeriggio le cose sono peggiorate.
Mi disturba soprattutto il fatto che anche la testa non c'è. Mi sono soffiato il naso e ho visto un pò di sangue nel fazzoletto. Venti minuti di paranoia. Perché? Avrò la pressione alta? Devo chiamare l'ospedale? e così via.
Molta della mia "terapia" si basa proprio sulla testa, e se crolla lei, crolla tutto il castello.
Sono anche preoccupato perché sabato prossimo partiamo per la Sardegna. La prima vera vacanza da due anni. Starò male? Dovrò rientrare d'urgenza? E tutta una serie di pippe mentali di questo tipo. Non sono la miglior premessa per godermi e far godere alla mia famiglia il viaggio.
Mi continuo a ripetere che tutto è causato dal fatto che la Ciclosporina non è più compensata dal Cortisone, e che è normale.
FORTUNATAMENTE SO CHE L'UNICA COSA CHE DEVO FARE È CHIUDERE GLI OCCHI E ATTINGERE DALLE VOSTRE ENERGIE E DA QUELLE DEI MIEI ANGELI! RIEMPIRE IL MIO CUORE DELLA GIOIA DELLA VITA!
QUI DAVANTI A ME CI SONO I MIEI BAMBINI CHE CON LA MAMMA STANNO GIOCANDO NELLA PISCINETTA. SONO LA MIA FONTE PIÙ IMPORTANTE DI GIOIA E FELICITÀ
sabato 6 agosto 2011
ASPETTANDO
Sono stati due giorni di attesa e ansia. Questo è un esame che l’anno scorso ho fatto più o meno ogni due mesi, senza nessuno stress o pensiero. Ero sicuro che sarebbero andati bene. Però quello di gennaio, come sapete, è andato male. Ha riscontrato le cellule della malattia. Da quella volta ogni esame e l’attesa è una sofferenza.
Aspetto, faccio finta di niente. Faccio la vita di ogni giorno ma il pensiero è sempre lì.
Ogni cosa la leggo come un possibile segnale o presagio.