domenica 9 luglio 2017

L'uomo che cambierà il mondo - L'alba (2)

4.45 am - Via del Belmondo
Questo è uno dei momenti più belli della mia vita, camminare all'alba nelle strade deserte della mia città. Strade che conosco benissimo durante il giorno, strade di traffico e rumore, di odori e confusione. All'alba tutto ha un'altra dimensione. Gli spazzi aumentano, le forme si definiscono, le luci diventano pennellate e tutto un dipinto.

Conosco benissimo questa via, la percorro almeno 12 volte alla settimana da 13 anni, tolti i giorni di ricovero. 6 volte in un senso e 6 volte nell'altro. Lo stesso percorso, all'andata pieno di intenzioni e al ritorno pieno di realtà.

Conosco questa via d'inverno, d'autunno e di primavera ma l'amo d'estate, dove i protagonisti sono il sole con la sua luce che non trovi più nel resto del giorno, l'aria fresca che arriva dalla notte e i profumi più veri, più intensi. I colori sono avvolgenti, i particolari diventano protagonisti. Questi 10 minuti di camminata sono energia pura, in questi 10 minuti, con ancora tutta la giornata per fare, tutto mi sembra possibile. È qui che faccio i miei più bei sogni, è qui che ho già immaginato in tutti i suoi dettagli il mondo che vorrei.

L'alba è il momento della rinascita. Luce vita, tenebre morte. Si, è un pò forte ed esagerato ma per me che sono un dormiglione è sempre stato così. Non sono mai stato un nottambulo. Ho visto pochissime albe arrivando dal giorno prima, tantissime iniziando il nuovo giorno. Credo che questo sia legato al mio essere molto primordiale, primitivo. Quando l'uomo si alzava col sole e si addormentava col buoi. Certezza dell'alba è che se non sei solo, sei sicuramente con persone speciali.

Mondo Migliore è il mio bar, ma anche la mia vita, la mia scuola, il mio parco giochi, il mio giardino e alcune volte la mia gabbia. La mia lavagna dove scrivere i miei pensieri. Si, sulle pareti ci sono tante lavagne su cui io, e tutti quelli che vogliono possono scrivere e commentare. Non ho mai pensato al Mondo Migliore come a un posto dove prendere un caffè o mangiare un panino, l'ho sempre pensato come un posto di persone, per persone. Un posto dove poter parlare o ascoltare, dove confrontasi sulle idee. Un posto dove creare un Mondo Migliore, guardandosi negli occhi.

La prima cosa che vedi entrando è l'elenco delle Regole del Mondo Migliore. Anche questa è una lavagna ma le prime 5 regole sono scritte in modo indelebile e sono li da 13 anni, le altre si sono aggiunte negli anni. Sopra la lavagna troneggia una serie di fotografie di persone che ridono di cuore, niente è più forte del ridere.

1 Sorridi sempre, si può essere tristi col sorriso ma è impossibile essere felici senza
2 Guarda le cose belle della vita per trarne le energie positive e la forza per svilupparle, accetta le cose brutte ma cerca di porci rimedio per quanto ti è possibile
3 Condividi le cose belle con le persone e dividi con loro le cose brutte
4 Il senso della vita è scegliere e agire per emozionarsi, scegli la felicità come tua emozione
5 Vivi e agisci nel presente, prendendo dai ricordi del passato e dalle speranze per il futuro le energie positivi.
La sesta e la settima regola, scritte a gesso sono Vietato l'uso del Ma e del Però e Credi per Creare.

Entro e come tutte le mattina leggo come una preghiera mantra la lavagna delle regole. Accendo le luce, la radio e apro tutte le finestre per far cambiare aria, per far entrare l'energia del giorno nuovo.

Il primo gesto propiziatorio è farmi e bermi un caffè espresso.

Ho un'attenzione maniacale al caffè, deve essere perfetto. Il caffè è come la vita, all'apparenza è una cosa semplice, quante volte distrattamente ne avete bevuti e visti fare, quante volte vi siete addormentati senza dirvi buonanotte. Non basta del macinato di caffè, del vapore e una tazzina. Non basta un lavoro, una vita privata e attenzione ai soldi. Beviamo caffè, passano anni di vita, senza che prestiamo attenzione alla qualità dei nostri caffè, alla qualità della nostra vita. Per dare qualità a un caffè è più semplice, ci vogliono le 5 M: Miscela, Macinino, Macchina, Manutenzione e soprattutto Mano del barista. Potete avere la miglior miscela al mondo ma se una delle altre 4 cose non è perfetta avrete al massimo un caffè mediocre. Il macinino e la macchina devono essere ben tenuti, con un'ottima pulizia e una buona e costante manutenzione. Il livello di macinatura deve variare durante tutta la giornata secondo l'umidità, più umido grana più fine, più secco grana più spessa. Il macinato deve essere sempre fresco, diffidate dei bar che hanno il macinino con il selettore della macinatura su automatico. Ogni 2 ore il caffè perde il 50% dell'aroma ossidando e diventando acido. I primi caffè della giornata non sono cattivi perché la macchina è ancora fredda, sono cattivi se il caffè è stato macinato la sera prima.
Come dicevo, però, la differenza la fa soprattutto la mano del barista che deve fare questi semplici gesti: togliere il braccetto dalla macchina, buttare il caffè già estratto e pulire con un pennello il filtro per togliere i residui, con un colpo solo riempire nuovamente il filtro e pressare a mano il caffè con un pestello a forma di fungo. Diffidare anche di chi pressa il caffè premendolo sul tampone del macinino, un pressatura corretta deve essere fatta con 20 chilogrammi. Dopo aver pressato, pulire con il palmo della mano i bordi del porta filtro del braccetto. Prima di inserire il braccetto, fare uscire dell'acqua dalla doccetta per pulirla e poi inserirlo bene fino in fondo. Premere subito il comando dell'estrazione, altrimenti si tosta un'altra volta sulla doccetta calda, e poi mettere la tazzina. Se tutto è fatto bene il caffè uscire a coda di topo e ci impiegherà circa 25 secondi.
Per il cappuccino la differenza è come è fatta la crema di latte. Si, si chiama crema e non schiuma, ma questo ve lo racconto un'altra volta.

Come per la vita, così come per il caffè, tutto è cambiato quando ho avuto la consapevolezza di come e cosa bisogna fare per dare qualità alla vita e al caffè. Per il caffè sono le 5 M, per la vita è scegliere sempre di essere felice.

Si, è buono. Possiamo aprire.

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lunedì 3 luglio 2017

L'uomo che cambierà il mondo - La doccia (1)

Ho la testa abbassata e la fronte contro il vetro, l'acqua mi scorre calda sulla schiena. Mi sento sospeso, mi sento indefinito, è la mia posizione preferita sotto la doccia. Rimarrei così per ore, alzando poco a poco la temperatura dell'acqua fino al mio limite, fino a diventare tutt'uno con lei. Il freddo del vetro, il caldo dell'acqua. Gli occhi chiuso e la voglia di lavare via la stanchezza.

Anche oggi è stata dura, anche oggi alla fine ho preso la via più facile e ho lasciato che la vita guidasse me. Più che la stanchezza, voglio lavare via l'ennesimo giorno di sconfitta. Sono stanco, sono stanco di testa. Racconto a tutti, racconto soprattutto a me, che bisogna cambiare le cose, che dobbiamo agire tutti per migliorare le cose. Poi sono io il primo a lasciar scorrere la vita senza guidarla. Sono stanco, stanco dei giorni che passano sempre uguali, delle ore senza sonno, dei dolori e delle medicine.

Non voglio spegnere l'acqua, non voglio uscire dalla doccia, non voglio quei secondi di brividi prima dell'accappatoio. Non voglio ritornare nella realtà. Sono stanco.

Lo so, uscirò dalla doccia e qualche pensiero mi riporterà via, mi farà tornare in quel gioco di inganni delle intenzioni. Lo so, mi costruirò un nuovo sogno per domani, che domani mancherò come quello di oggi.

Anche oggi mi ero detto che avrei letto qualche cosa, avrei scritto qualche cosa, avrei imparato qualche cosa. Anche oggi me lo ero detto.

Sono stanco delle persone, stanco di me. Stanco di persone che vivono per i soldi che non hanno, per i soldi che hanno, per come risparmiare i soldi, per come spendere i soldi, per come non spendere i soldi. Sono stanco di persone che non vogliono migliorare il loro, il nostro mondo. Sono stanco di me.

Sono sdraiato a letto, pancia al soffitto. Fa caldo, la finestra è aperta, ogni tanto i brividi di qualche folata. Fa caldo. Cerco un bel pensiero che mi accompagni al sonno, non so ancora quale sarà ma inizio a sorridere. Sono sicuro che è la cosa giusta da fare. Se vuoi sognare cose belle, addormentati con il sorriso, io ci credo e quando mi ricordo lo faccio.

Domani sarà diverso? Se non è stato diverso oggi, perché dovrebbe esserlo domani? Forse, anzi, sicuramente i giorni saranno sempre uguali fino a quando non deciderò coi fatti di prendere la mia via, di prendere la mia vita.

Cosa mi ferma? Io mi fermo, io con le mie 100 giustificazioni a ogni scelta. Giustificazioni per lasciarmi vincere dalla paura di non fare quello che fa piacere agli altri.

Buona notte, ho trovato il mio bel pensiero. È pieno di sorrisi e di occhi belli. Ho ancora il mio sorriso, farò bei sogni. Alla fine sono fortunatissimo, sono vivo e ho tempo di farmi tutte queste pippe mentali.

Buona notte che domani alle 5 si apre il mio bar, che tanti anni fa, tanti sogni fa, ho chiamato "Un Mondo Migliore"

continuerà...

ps: questa potrebbe essere la prima pagina di un libro che mi piacerebbe scrivere... non è la cronaca della mia vita, o solo in parte ;O)

2 - "L'Alba"

La panchina su cui ci aspettavi.

Tu li che ci aspettavi sulla panchina. Con il berretto, con i bermuda beige, i sandali e tuoi occhi verdegrigio più trasparenti del mare. Occhi che ci aspettavano, occhi che sorridevano, sempre.

Per noi quasi una noia, per noi quasi un fastidio. Per noi che non potevamo ancora capire che il tempo passa, e passa veloce. Per noi che la vita era ancora il futuro, per te che la vita era già il passato, per te che la vita eravamo noi.

I nostri occhi che erano marroni, che oggi pensando a te si riempiono di lacrime, si riempiono di quel mare, di quel sole che ora sei tu.

Quante cose ci hai insegnato con i tuoi gesti, che ci hai insegnato senza parole, che ci hai insegnato con l'esempio.

Oggi andrò a sedermi su quella panchina, chiuderò gli occhi, cercherò nel mio cuore il tuo miglior sorriso e lo indosserò, e saremo ancora seduto uno vicino all'altro su quella panchina.

Ti voglio un sacco di bene nonno.

#i100delsciurpierino


lunedì 19 giugno 2017

Ho chiuso la finestra, è tornato il freddo.

Ho chiuso la finestra della camera, è tornato il freddo. È tornato il mio freddo, quello dei brividi anche con 30 gradi. Ho abbassato il dosaggio del cortisone. Alle 3 di questa notte ero seduto sul letto, un dolore fortissimo alla schiena, ho abbassato il cortisone. Questa mattina non riuscivo ad alzarmi, freddo, stanchezza, il dolore alla schiena. Nella mente tutto nero, buio, non vedevo il mio orizzonte. Gli occhi bruciavano, come bruciano adesso e come hanno bruciato tutto il giorno. Il cortisone. Tosse, tosse continua, fastidiosa, insopportabile tosse, è tornata con il reflusso. Ho abbassato il cortisone.

Negli ultimi mesi, avevo ritrovato il mio centro. Mi era facile scegliere di essere felice, mi era facile vedere le cose belle della vita e accettare quelle brutte. Vedevo chiaro il mio orizzonte. Credevo fossi io ma era il cortisone. Ho fatto delle bellissime passeggiate in montagna sotto il sole con i miei figli, credevo ma era il cortisone.

È chiaro il cortisone mi ha aiutato a scegliere la vita che voglio, mi ha aiutato a fare la vita che voglio. Grazie cortisone, mi hai fatto capire e vedere cosa voglio.

Adesso sto male, ma ho capito cosa voglio, adesso tocca veramente a me, solo a me scegliere di essere quello che voglio essere. Tocca a me diradare le nuvole davanti al mio orizzonte, quello che mi da le energie per alzarmi alla mattina. Sono un Feliciano, ed è proprio adesso che lo devo dimostrare. Chiudo gli occhi, un bel sospiro profondo, il mio miglior sorriso e scelgo di vedere le cose belle.

Sabato, una festa bellissima per il matrimonio di una persona speciale, piena di persone speciali. I miei genitori, la donna importantissima che mi ha donato la cosa più bella, i miei figli, c'erano anche loro. C'erano i miei amici, c'erano le persone con cui lavoro. Le persone speciali della mia vita, non tutte, ma molte. C'era un pezzo della mia vita, c'erano le belle emozioni delle mia vita. Persone con cui ho condiviso il bello e diviso il brutto, che hanno sorriso, riso con me ma mi hanno anche dato la spalla per appoggiarmi e i loro occhi per consolarmi. Quelle persone sono emozioni, le emozioni della vita. C'erano tanti sorrisi, risate, tanta gioia. C'era tanta felicità.

Sono stanco, mi fa male la schiena, non riesco a tenere gli occhi aperti dal bruciore, ma sono VIVO e sono felice di esserlo, di avere ancora l'opportunità di scegliere cosa fare, cosa guardare, di avere ancora l'opportunità di amare questa vita, ti amare tutto di questa vita.

Grazie persone speciali, vi voglio bene.

martedì 25 aprile 2017

Ciao Dule

Sei passato e rimarrai. Quel legame non si spezzerà, oggi mi hai fatto piangere, anche adesso sto piangendo. Le mie lacrime contano poco, ce ne sono di più profonde e di doloro, asciuga quelle. Stai con loro fino a quando il dolore diventerà sopportabile, fino a quando rivedranno un futuro sereno con te nel cuore e non più al fianco.

Grazie perché abbiamo riso tanto, ci siamo proprio divertiti. Quante volte ci siamo detti che bisogna guardare le cose belle della vita e accettare quelle brutte, quindi adesso chiudo gli occhi, tiro un bel sospiro e indosso per te il mio miglior sorriso e ritorno nei ricordi di quelle giornate di sole in ospedale, quando facevamo ballare le infermiere e in tutto il reparto si sentivano le nostre risate. Custodirò quelle risate di felicità nel mio cuore, saranno la mia immagine di noi. Saranno l'energia dei miei sorrisi, ed é tanto forte che lo sarà per quelli più difficili, per quelli da vero feliciano.

Adesso ho veramente paura. Non ho solo paura di morire, ho paura del tempo che passa, ho paura di sprecare il tempo in cose non importanti. Per cose, non per affetto ed emozioni.
Ho paura di non riuscire a trasformare in fatti le mie intenzioni, i miei pensieri, le miei parole, di fare tutto quello che ci siamo promessi.

Rimani nel mio cuore, nelle mie risate, nella mia consapevolezza. Aiutami a mettere le giuste priorità, a non lasciarmi corrompere. Lo so, la responsabilità è mia. La responsabilità di fare le scelte giuste è mia. La responsabilità di tenerti con me è mia.

sabato 15 aprile 2017

Con le ali di gabbiano...

Non amo particolarmente la sensazione di volare, anzi mi fa paura, ed è proprio per questo che voglio farmi crescere le ali, in particolari quelle di un gabbiano, quelle del gabbiano Jonathan Livingston. Le ali di un gabbiano libero. 

Non sono ali fisiche, di ossa, carne e piume. Sono ali per la mente, ali per liberarmi dalle mie paure, dai miei limiti, dalle mie convinzioni e blocchi. Ali che mi permettano di volare più in alto, di vedere le cose in modo più distaccato, in modo più completo, che mi permettano di vedere più lontano, di vedere orizzonti più vasti. 

Ali di gabbiano, ali di libertà.

Noi siamo come ci vediamo, noi siamo quello che crediamo di essere, siamo le nostre convinzioni e i nostri limiti. Creiamoci le ali per volare via, per liberarci e finalmente essere quello che voglio essere.

15/04/2017 - Albaredo per San Marco (SO)

12/04/2015 - Ponte "Colosuss" Veglio (BI)

6/04/2015 - Cumiana (TO)

martedì 28 marzo 2017

Incazzato!!!!!

Al centro, al centro... che poi tanto la vita ti ci mette. Decidi per te, non decidere per quello che vorrebbero gli altri... che poi tanto la vita è la tua, che poi tanto alla fine sei tu a morire. Rimani sul pezzo, rimani incazzato, trova il punto, focalizza il punto, li devi arrivare. Sconfiggi tutto, strappa, lotta, urla! Non fermarti, corri, corri, lì è il punto. Mettiti al centro, decidi tu del tuo adesso, decidi tu del tuo dopo, decidi tu del tuo domani... che poi tanto alla fine sei tu a morire. La vita è la tua, prenditela, tienitela, vivila. Non puoi tornare indietro, quello che è stato è stato, ma adesso, adesso, non dopo, adesso mettiti al centro decidi tu. Urla, manda finalmente tutti a cagare!!! Che si brucino all'inferno! La vita è tua.
Sei sul filo del rasoio, non hai certezza del tuo domani. Si, ne hai meno degli altri, sicuro non puoi avere più la speranza, ma tu dici che vuoi vivere e poi lasci che siano gli altri a vivere la tua vita.
Che si fottano tutti i carri funebri, i gatti neri, i numeri 13 della tua giornata, che si fottano.
Smettila di raccontartela, smettila di scrivertela, sta cazzo di vita, vivila! Fai, goditela, ce l'hai ancora e allora fallo, vivi!
Buttati e vivi!