domenica 28 febbraio 2010

IL MIO CARCERIERE

Ho appena riletto il mio ultimo post e forse le quattro settimane di isolamento iniziano a fare effetto sulla mia stabilità mentale. Speriamo che questa settimana ci sia la grande svolta nei miei valori e mi mandino a casa altrimenti preparatevi a leggere l'impossibile. Da cui subito mi dissocio. Io continuo a far finta che sia tutto normale e soprattutto tutto sotto controllo ma non è cosi. Questa realtà che vorrei far passare come normale mi sta mandando fuori di testa. Sto perdendo i punti di riferimento, sto perdendo l'equilibrio. Arrivo alla sera sfinito perchè lotto tutto il giorno per mantenere pensieri equilibrati, pensieri che possano aver senso anche fuori di qui. Vivo lottando contro l'ossessione di essere rinchiuso in questi 18 metri e di non poter scappare. Se fossi almeno rinchiuso in un carcere ci sarebbe qualcuno e qualcosa messo li apposta per non farmi scappare. Potrei tentare, sognare di farlo. Liberare la mia mente progettando la grande fugo. Invece qui la porta è aperta, volendo potrei prende e andare quando voglio, nessuno mi tratterrebbe. Nessuno mi inseguirebbe per riportarmi in camera. Qui il mio carceriere sono io. So che li fuori c'è quello che voglio e che mi manca ma so che c'è anche la possibilità di perderlo. Questa settimana ho avuto un paio di momenti molto difficili, momenti in cui non riuscivo più a resistere a stare in questi 18 mq, momenti in cui avrei dato tutto per essere a casa mia con la mia famiglia. Momenti in cui ero solo davanti a una porta aperta. Io carcerato e carceriere. Sono stati momenti durissimi. Sono arrivato al limite ma fortunatamente la ragione ha prevalso per un soffio di energia.

IO, ME E L'ALTRO

Eccomi qui seduto alla scrivania che faccio il cruciverba della copertina de La Settimana Enigmistica. Non ve l'ho mai detto ma uno dei miei sogni è di essere la risposta ad una domanda de La Settimana Enigmistica. Magari di un Bartezzaghi. Ovviamente una orizzontale, ho sempre considerato le domande verticali di serie B. Una bella domanda del tipo “24 orizzontale: E' il più famoso dopo Magno”. Forse un po' troppo. Allora un “12 orizzontale: Scrisse la teoria del bicchiere” oppure “18 orizzontale: Cambiò il mondo”. Ok, andiamo sulla terza. Sicuro non sarà sul numero di settimana prossima ma prima o poi... voi lasciatemi lavorare. Allora 17 orizzontale: Saldi, ben piantati – 6 lettere... SOLIDI!
AleInconscio: “Ciao! Mi permetti un attimo... Scusa parlo con te che stai scrivendo nelle caselline!”
AleConscio: “Chi ha parlato?”
Mi guardo in giro ma la stanza è vuota, la radio e i Pc sono spenti. Cavolo ho le allucinazioni da onda lunga della ciclosporina.
AleInconscio: “Sono io, l'AleInconscio. Sono quella parte di Alessandro che normalmente sta zitta e non si vede e si sente.”
AleConscio: “Ahhh, ma scusa la domanda banale ma … cosa vuoi? Sono 38 anni che mi sento Alessandro e adesso salti fuori tu.”
AleInconscio: “Io ci sono sempre stato, ho sempre partecipato a tutte le attività di Alessandro ma su un livello diverso dal tuo.”
AleConscio: “Spiegati che non ho capito”
AleInconscio: “Tu sei quella parte di Alessandro cosciente, quella che interagisce con il mondo esterno. Diciamo che tu sei l'Alessandro al fronte che rivolge la sua attenzione verso il fuori. Io invece sono quella parte di Alessandro che sta dentro. Io gestisco tutto da dietro le quinte. Sono io che raccolgo i dati dai cinque sensi li elaboro e te li passo. Io sono anche la parte istintiva quella che entra in gioco nei momenti di massima allerta e dove non c'è tempo per riflettere e pensare. Io sono la parte che gestisce le funzioni corporee e che si occupale della nostra salute.”
AleConscio: “Fammi capire, praticamente fai tutto tu. Io sono 38 anni che mi faccio un culo quadrato perchè Alessandro stia bene, non si faccia male, si diverta, risolva i problemi del lavoro e tutti gli altri casini e adesso salti fuori tu che mi dici che comunque io ero comandato da te. Saperlo prima mi facevo un po' meno il culo”.
AleInconscio: “Non è proprio cosi, io e te siamo due entità della stessa cosa. Nessuno dei due potrebbe esistere senza l'altro. Non ti offendere ma potremmo dire che io sono il cervello e tu il braccio. Entrambi importanti allo stesso modo. Alessandro è la somma di noi due e non solo”
AleConscio: “Come e non solo? Fino a dieci minuti fa pensavo di essere io Alessandro, poi scopro che ci sei anche tu e adesso mi dici che c'e' dell'altro. Spiega perchè capisco sempre meno”.
AleInconscio: “Non ti preoccupare, per te è una cosa nuova ma capirai. Visto che su chi sei tu e chi sono io ci siamo chiariti posso a questo punto presentarti AleEnergia”
AleConscio: “No, non ci posso credere. C'è anche un AleEnergia, un AleDuracel!!! Cos'è un orsetto o un coniglietto?”
AleInconscio: “Lascio che sia lui a spiegarti”
AleEnergia: “Ciao, AleConscio è un piacere poter finalmente parlare con te. E' da sempre che interagiamo ma non c'è stata mai l'occasione per conoscerci.”
AleConscio: “Come è da sempre che interagiamo, non dirmi che anche tu come l'altro hai sempre fatto tutto per me e altre cavolate del genere?”
AleEnergia: “Sinceramente ho sempre fatto tutto per Alessandro. Però essendo tu parte di Alessandro, possiamo dire che ho fatto tante cose anche per te.”
AleConscio: “Ok, mi rassegno. Ma tu chi sei?”
AleEnergia: “Non è cosi facile spiegarlo, devo prenderla un po' alla larga. Tu sai che Alessandro ha un corpo, che è fatto di cellule. Le cellule sono fatte di molecole, le molecole di atomi. L'atomo è formato dai protoni, elettroni e neutroni e adesso grazie all'acceleratore di particelle del CERN l'umanità sta per scoprire l'elemento base. Alcuni lo hanno già chiamato “i mattoni di Dio”. Tutte le cose dell'universo sono fatte di questo elemento base, che unendosi e aggregandosi in miliardi di modi crea tutta la materia e anche l'anti-materia. Come i buchi neri. Tutto, e quando dico tutto intendo proprio tutto è fatto di questo elemento base. Fin qui ci sei?”
AleConscio: “Più o meno. Comunque tutto è composto dalla stessa materia che aggregandosi in modo diverso crea le diverse forme”
AleEnergia: “Ok, anche se non è materia come la si intende normalmente, è energia base. Adesso concentrati perchè sto per dirti una cosa fondamentale per capire. Ci sei?”
AleConscio: “Spara”
AleEnergia: “L'insieme di tutta l'energia base che compone l'universo ha una sua propria identità e volontà. Ha uno spirito che guida tutta la creazione. Uno spirito che armonizza l'insieme di tutta l'energia base.”
AleConscio: “Ci sono. Tutta l'energia base messa insieme ha una specie di cervello che lavoro per armonizzarsi. L'universo è composto dall'energia base e quindi l'universo visto come elemento unico ha un cervello per la sua armonizzazione.”
AleEnergia: “Ottimo. Spiegazione un po' grezza ma va bene. Ok, adesso chi sono io. Io sono quella parte dell'entità formata da tutta l'energia base che forma Alessandro. Sono il pezzettino di energia base di Alessandro. Ma non solo l'energia base ma l'energia base compresa della sua identità e volontà. Come hai detto tu prima sono quella parte dell'universo che compone Alessandro compresa del cervello per armonizzare il tutto.”
AleConscio: “E detto in soldoni, ma a che cosa servi?”
AleEnergia: “Io sono il tramite fra Alessandro è tutto il resto. Io permetto ad Alessandro di essere in contatto con tutta l'altra energia di base e viceversa. Io armonizzo Alessandro con dell'universo. Io faccio si che Alessandro non sia un individuo a se stante ma una parte del tutto.”
AleInconscio: “Scusate se mi intrometto ma vorrei sintetizzare i nostri ruoli per AleConscio per rendergli la cosa più comprensibile. Allora AleConscio interagisce con il mondo, è la parte visibile dall'esterno. Attraverso il pensiero razionalizza gli eventi e agisce concretamente in risposta. Io, AleInconscio, interagisco con il corpo e la mente di Alessandro. Assimilo ed elaboro le nuove esperienze e fornisco ad AleConscio tutta una serie di informazioni che gli sono necessarie per l'azione nel mondo. Mi occupo anche della gestione delle funzioni corporee di Alessandro. AleEnergia è la parte dell'universo che forma Alessandro. E' la connessione di Alessandro da e per l'universo.”
AleConscio: “E adesso che so che siamo in tre? Non dovrei sentirmi più solo?”
AleEnergia: “Anche quello ma soprattutto dovresti prendere consapevolezza che gli strumenti che hai a disposizione per vivere nel mondo sono molti di più e più potenti di quelli che stai usando fino ad ora. Riuscire a dialogare con AleInconscio ti permetterà di avere un rapporto diretto con la parte interiore di Alessandro. Attraverso di me potrai connetterti direttamente con tutto il mondo fuori da Alessandro. Quando camminerai in un bosco, non starai più solo camminando fra degli alberi ma potrai sentirti parte di quegli alberi come loro si sentiranno parte di te.”
AleConscio: “Ma tutto il mio discorso sulle energie, sull'essere felice e sul vivere adesso? Tutte cavolate?”
AleEnergia: “Tutt'altro, grazie al fatto che ti sei sempre spinto a cercare di capire, che non ti sei mai accontentato sei arrivato a poter parlare con noi. Le tue teorie sono giuste contestualizzate nella tua visione attuale della realtà. Ma adesso inizierai un nuovo percorso di crescita che ti permetterà di aprirti a nuovi orizzonti e quindi ad evolverti.”
AleConscio: “Mi sembra però un po' una cosa fuori di testa”
AleEnergia: “Anche 100 anni fa, la realtà che viviamo adesso sarebbe sembrata fuori di testa e frutto della magia”
AleConscio: “Ultima domanda. Ma il fatto della Leucemia di Alessandro?”
AleEnergia: “Grazie a questa malattia Alessandro ha avuto molto tempo per riflettere, e noi ci stiamo parlando anche per questo. Ognuno di noi tre ha conosciuto degli aspetti del proprio essere che prima ignorava. Il fermarsi ci ha permesso di prendere il nostro tempo per evolverci”
AleConscio: “Ok, visto che voi sapete tutto... 31 verticale – Lo è l'Orfeo di Camus – 5 lettere”
Si, sapevano molto ma non proprio tutto...

sabato 27 febbraio 2010

SORRIDERE

Mi sembra oramai ben chiaro per tutti che io ho scelto la via della felicità per il mio percorso di vita. E' una via che ho deciso di percorrere tanto tempo fa. Non in un istante preciso, con una scelta ponderata e pesata. E' stato un susseguirsi di eventi, ovviamente negativi, che per spirito di sopravvivenza mi hanno portato su questa strada. Mi reputo molto fortunato perchè c'era anche l'alternativa della rassegnazione, l'alternativa di rimanere incazzato tutto il resto della mia vita con il mondo. Con un mondo ingiusto e ingrato. Fortunatamente qualche cosa invece mi ha fatto scegliere la strada del volermi sentire felice, quella di perseguire sempre e comunque la felicità. Forse è stato un libro, un film, una parola di qualcuno o qualcosa d'altro ma fortunatamente c'è stata. La fortuna ancora più grande è stata quella di aver incontrato Yara che come me crede fermamente nella felicità. Non per niente nella homepage del nostro sito c'è scritto “Felici ora, più di ieri e meno di domani!”. Non è presunzione, è un promemoria. Io e Yara molte volte ci dobbiamo fermare per ribadirci a vicenda i principi di questo nostro credere perchè altrimenti ci perderemmo. E in questi ultimi mesi ci siamo dovuti fermati molte, molte volte. La vita ci ha posto davanti una grandissima prova da superare che tenta di minare le basi di tutto questo. Ringrazio il mondo che ci sia Yara nella mia vita perchè altrimenti non sarei mai riuscito da solo a tenere la barra sulla giusta rotta, mi sarei fatto prendere dal panico e mi sarei fatto guidare dai venti e dalla tempesta finendo alla deriva. La nostra non è una ricerca della felicità, noi abbiamo deciso di essere felici per quello che abbiamo, di guardare sempre e solo il lato TESTA. Non ci interessa ricercare qualcosa che ci faccia felici, noi vogliamo essere felici adesso. Non un istante dopo, che non sappiamo se ci sarà. Questa visione della vita non vuol dire rinunciare ad un futuro migliore anzi, ricordate il nostro motto “più di ieri e meno di domani!”. La felicità non è un sentimento. La gioia è un sentimento. La felicità è una cosa concreta, reale. La felicità è energia e come tale può essere accumulata e immagazzinata dentro di noi. E quindi più ne accumuli più sarai felice. Più ne hai accumulata più ne potrai usare nei momenti difficili, quelli in cui il lato TESTA ti sembra non esserci. Quando ti sembrerà che esiste solo il lato CROCE. Le felicità è l'energia che amplifica tutte le cose belle e ti da la forza di migliore e di raggiungere gli obiettivi piccoli o grandi che ti poni. Concretamente essere felici vuol dire una cosa molto semplice: sintonizzare il nostro umore verso il bello della vita, verso il positivo delle cose. Sintonizzare le energie positive che abbiamo dentro con quelle del mondo. Esiste un gesto altrettanto semplice e banale che ci permette di fare questa cosa: sorridere. Quando sorridiamo ci stiamo allineando con la parte positiva delle nostre energie. Attiviamo tutta una serie di meccanismi che ci portano verso il bello della vita. Banale e troppo facile? Banale può essere ma non sicuramente facile. Tutti avrete provato dei momenti nella vita in cui vi era impossibile sorridere. In cui dentro di voi non c'era proprio la forza per farlo, c'era un blocco. Ecco quella è la dimostrazione, sorridere è un interruttore da premere che però molte volte sembra troppo duro e lontano. Fare esercizio quando non ci sono grandi prove da affrontare aiuta. Spero adesso siate tutti sereni e ben allineati. Allora sorridete adesso! Sorridete, alzate gli angoli della bocca e schiacciate un po' gli occhi. Sorridete! Sentite di essere entrati in contatto con la vostra energia positiva? Sentite qualcosa di più potente della semplice sensazione di tranquillità di prima? E' di questo che vi sto parlando. L'energia positiva è li a vostra disposizione attivabile con un semplicissimo sorriso. Alzatevi la mattina e come prima cosa sorridete alla giornata e fate la stessa cosa prima di addormentarvi. Magari continuerete ad avere il capo che vi rompe le scatole o i debiti da pagare ma sicuramente sarete più felici. In questi giorni mi sono trovato molte volte sdraiato a letto dolorante, la mente vagava e cercava qualche appiglio per non cadere nella demoralizzazione. Sono passate più di due settimane dall'ultima seduta di chemio ma ogni giorno sembra peggio di quello prima, c'è sempre qualche cosa di nuovo e di più fastidioso. La fatica si accumula e le energie scarseggiano. Cerco bei ricordi, scorro con gli occhi le fotografie appese al muro per trovare il link alla loro energia per poter ricaricare ma niente. Non riesco ad attivare le energie positive, tutte le porte mi sembravano chiuse. Mi giustifico dicendo che forse ho bisogno di riposare e che è giusto cosi. Poi mi ricordo e capisco. Sono io che non sto sorridendo e che tengo chiusa la porta sulle mie energie. Faccio lo sforzo di sorridere, e non sempre mi è facile. Alcune volte dove provarci una, due, tre volte prima di riuscirci ma poi le fotografie tornavano i link ai bei ricordi pieni di energie e tutto si riequilibra.

giovedì 25 febbraio 2010

INTEGRAZIONE A “UNA STORIA PER DUE AMICI SPECIALI”

Normalmente penso a cosa scrivere nei post la sera prima di dormire. Mi “escono” quando sono sdraiato a letto e rifletto su cosa mi è successo nella giornata e normalmente qualche particolare, considerazione o fatto mi da lo spunto. Già nel letto mi immagino il titolo e il testo. Sono sicuro che se riuscissi a scrivere quello che mi esce in quei momenti i miei post sarebbero più belli ed intensi. La mattina dopo cerco di ricordami cosa ho pensato la sera e scrivo il post. Lo scrivo di botto, lo rileggo un paio di volte e lo pubblico. Poi dopo un po' ci torno sopra dal sito e mi accordo immancabilmente di almeno una decina fra errori di battitura, grammaticali e di logica. Allora lo correggo. E cosi succede per almeno un paio di volte durante la mattinata. Quando ci rifletto durante il giorno mi vengono in mente un sacco di altre cose che avrei dovuto scrivere e che non ho scritto. Preferisco lasciarlo cosi come è, i miei post voglio che siano ritagli di pensieri non altro. Però oggi ho deciso di scrivere questa integrazione perchè l'altro giorno ho ricevuto da una persona a me molto, molto cara una e-mail di commento. Lei concordava con me sulla mia visione del rapporto tra marito e moglie e mi riportava l'esempio del suo. Che io da sempre considero un modello da seguire. Nella sua e-mail lei ha però aggiunto una cosa molto importante che io non ho scritto. Una delle cose più importanti. Lei ha giustamente scritto che mantenere al centro il rapporto marito e moglie e fondamentale perchè ad un certo punto i figli, giustamente, prendono le loro strade e costituiranno le loro famiglie e quindi da padre e madre si tornerà ad essere ancora e soprattutto marito e moglie. E se per troppi anni ci si è dimenticati di questo ruolo si rischi di passare la propria vecchiaia con qualcuno per cui non ci si ricorda più perchè lo chiamiamo marito e moglie. Ed è proprio la seconda fase di vita del rapporto la più intensa, quella dopo i figli. Il rapporto è cresciuto e con i figli si è amplificato. Tante esperienza vissute insieme, aver cresciuto ed educato i figli e aver avuto il coraggio di lasciarli andare. Tutte cose che se vissute come una coppia non possono che rafforzarla e saldarla sempre di più. Quando i figli lasciano il nido per percorrere la loro strada ovviamente lasciano un vuoto che solo un saldo e consolidato rapporto fra marito e moglie può colmare. Quindi ribadisco che mettere al centro della famiglia il rapporto marito e moglie è la miglior garanzia per una famiglia felice e unita, nel presente e soprattutto nel futuro.

mercoledì 24 febbraio 2010

DUE FACCE E UNA SCELTA

Lancio la medaglia verso il cielo e quando mi ricade in mano esce: CROCE
Siamo sinceri, sono due mesi che ci prendiamo in giro. Questa è proprio un'esperienza del cavolo e non c'è niente di positivo. La diagnosi ci è caduta sulla testa senza un minimo di preavviso. Mi ha preso e sradicato dalla mia vita senza darmi nemmeno il tempo di dare un ultimo bacio a Xandre e a Kiki. Sono entrato in ospedale l'anti-vigilia di Natale. Tutto il mondo stava per iniziare i festeggiamenti più attesi dell'anno e io venino isolato in una camera sterile senza possibilità di appello. Yara si è trovata a dover gestire la cosa dopo aver partorito da poco più di un mese. Il periodo di maggior possibilità di avere la fase depressiva post parto e invece lei si è trovata a dover gestire la possibilità di depressione da diagnosi di marito con leucemia acuta. La vigilia di Natale dopo che mi hanno risucchiato dall'osso dell'anca con un dolore lancinante un litro di sangue midollare mi hanno diagnosticato una leucemia acuto. Diagnosi che qualche giorno dopo è stata perfezionata in leucemia acuto bipolare, ovviamente una fra le peggiori. Sono finito in questo reparto di ematologia di un ospedale di un paesotto di provincia. Mi mettono in una camera sterile e vietano le visite ma ci sono dei giorni che entrano più di 20 persone fra medici, infermieri, OS e manutentori e di questi alcuni hanno delle tute che forse contengono più germi di tutti i pannolini che ha sporcato Xandre da quanto è nato. Ho fatto il primo ciclo di chemio che mi ha tenuto isolato per 5 settimane ma che non ha dato risultati sperati dai medici, quindi tutto tempo e dolore sprecato. Mi ha però lasciato il ricordino della crapa pelata. Dovevo stare a casa per recuperare 7 giorni e alla fine me ne hanno fatti fare solo 3. Sono rientrato in ospedale credendo di essere consapevole di quello che mi sarebbe successo ma invece i medici hanno deciso di aumentare notevolmente le dosi di chemio e quindi tutti gli effetti collaterali in questo giro si sono amplificati. Da qualche giorno sono attaccato da un germe del sangue che è sempre stato li ma adesso che ho solo 10 globuli bianchi ha deciso di iniziare a rompere le scatole. Quindi ho iniziato una bella dose di antibiotici sia a largo spettro sia mirato che mi ha costretto a riattaccarmi alla flebo 24 ore su 24. Come se non avessi già preso abbastanza chimica farmaceutica e non avessi già mille scomodità. Ovviamente questo ritarderà la mia uscita e le famose tre settimane a casa di pausa diventeranno qualche giorno. In questo secondo giro mi ero ripromesso di fare un sacco di cose ma a causa del continuo malessere non sto facendo niente. Mi rincoglionisco tutto il giorno sul letto. Per ultimo sto perdendo tutta la massa muscolare e mi sto afflosciando. Per Aprile è previsto il trapianto che consiste in una super dose di chemio più radio terapia con lo scopo di azzerare completamente il mio midollo spinale in modo da poter impiantare quello nuovo su una base completamente libera da quello vecchio. Nessuno osa dirlo apertamente ma questa procedura comporta un sacco di effetti collaterali in più e anche molti rischi. Ma è l'unica alternativa per il mio tipo di leucemia acuta bipolare. Così dicono loro.

Ritiro la medaglia e questa volta esce: TESTA
Siamo sinceri, in questo casino sono stato veramente fortunato. In una situazione come questo sono riuscito comunque a trovare ma soprattutto ad avere un sacco di cose positive. Fortunatamente non abbiamo avuto il tempo di capire cosa ci stava succedendo. Io e Yara siamo stati presi e buttati in questa giostra. Io stavo fisicamente bene e quindi ho addirittura usato i primi giorni di ricovero come un momento per riposare dopo molto tempo di duro lavoro e di notti insonni a causa dei bambini. Yara grazie al fatto di aver una neonata di 1 mese da accudire e un puffo di 22 mesi da crescere non ha avuto il tempo di fermarsi per razionalizzare che cosa ci è successo. Sono stato ricoverato il 23 sera e il 24 mattina sapevo già quale fosse la mia malattia e qualche il percorso da seguire per la guarigione. Grazie alle feste di Natale e capodanno i primi giorni in ospedale sono stati molto allegri, tutti erano felici per quanto fosse possibile e si respirava un'aria speciale. Il reparto di Ematologia di Cuneo si è dimostrato da subito molto valido, partecipa ad un progetto internazionale e quindi abbiamo ritenuto inutile il trasferimento. Questo è stato molto importante perchè ha permesso a Yara di far continuare ai bambini la loro vita e anche per lei le cose sono più facili. In 10 minuti, salvo il problema del parcheggio, da casa arriva in ospedale. Sembra banale ma è una comodità incredibile. Sono ricoverato in una camera sterile che però ha un televisore, una poltrona e una cyclette che mi permettono comunque di fare qualche attività sia fisica sia mentale. Ho letto di camere sterili in altri ospedali che hanno solo il letto e “la comoda”. Ho voluto comunicare a più parenti e amici possibili la mia malattia e come ritorno ho avuto da subito un sacco di affetto e di energie positive. Tantissimi mi hanno dimostrato e mi dimostrano quotidianamente affetto e vicinanza. Il primo giro di chemio è andato molto soft, non mi ha dato particolari problemi con gli effetti collaterali. Un po' di inappetenza e qualche problema alla bocca che però si sono risolti in pochi giorni. E' stato forse un po' troppo soft anche con la malattia. Questo mi ha dato tanto tempo libero e sono riuscito a iniziare il blog e a leggere un bel po' di libri. Cosa che non facevo da troppo tempo. Sono riuscito ad andare a casa. Pochi giorni che però mi sono sembrati una vita intera. Sono rientrato per il secondo giro. In accordo con i medici questa volta abbiamo deciso di giocare più duro per fare veramente male alla malattia. Gli effetti sono stati molto più forti ma questo vuol dire che siamo andati a segno. Ho avuto poco tempo per tutte le cose che avrei voluto fare ma mi sono esercitato tantissimo alla lotta e alla meditazione. Da qualche giorno mi è venuta la febbre ma abbiamo già scoperto la causa ed è subito partita la cura mirata. Fra qualche giorno andrò finalmente a casa. Mi hanno già programmato il terzo giro che però sarà l'ultimo. Farò il famoso trapianto. Sarà molto impegnativo ma mi garantirà ottime percentuali che la malattia non si ripresenti più per il resto della mia lunghissima vita.

A voi la scelta del lato della medaglia. Io ho scelto molto tempo fa qualche lato della medaglia guardare. Scegliere un lato non vuol dire non credere che ci sia anche l'altro, anzi è proprio il contrario. Scegliere un lato è una decisione di massima consapevolezza dell'esistenza dell'altro. Scegliere il lato della lettura positiva sembrerebbe la cosa più facile ma lo è solo nella teoria perchè nella realtà è molto più facile scegliere la lettura negativa. Provate a riflette a quando sentite una storia o semplicemente guardate un telegiornale, quale è la lettura dei fatti che viene raccontata? Gli essere umani sono più attratti dalla lettura negativa delle cose sia che riguardino altri sia che riguardino se stessi. La lettura negativa da molte meno aspettative e quindi responsabilità, come si dice “si è già pronti al peggio”, “tanto peggio di cosi”, “il mondo è proprio uno schifo”... e altre centro frasi fatte che giustificano il brutto della vita. Accettare la negatività è più facile, non si deve dimostrare niente a nessuno, soprattutto a se stessi. Sappiamo tutti che la vita è uno schifo, ci viene insegnato da quando siamo piccoli: questo è solo un momento di passaggio, un momento di sacrificio per la conquista del paradiso. E invece no, scegliere la lettura positiva è il vero atto del libero arbitrio. Io scelgo di essere felice, io scelgo di lottare perchè qualsiasi cosa della mia vita sia comunque parte di un disegno di felicità. E' tutt'altro che facile e soprattutto richiede molte energie. Io vivo adesso. Scusate se vi sembrerò egoista ma non voglio sacrificare il mio adesso, l'unica cosa certa che ho, per un futuro che come vi ho già scritto non sarà mai parte della mia vita. Il futuro di adesso sarà il mio adesso di allora e quindi in quel momento del futuro sarò impegnato perchè sia un adesso felice. Il risultato non cambia, cambia il metodo.

martedì 23 febbraio 2010

LACRIME

Sono qui sdraiato in questo letto. Anche oggi è stata un'altra giornata dura. Una giornata di tensione e vorrei piangere. Non per disperazione ma per liberazione. Ho bisogno e voglia di sentire quelle calde gocce scendere dalle mie guance. Ho bisogno di sentire il mio corpo percorso dai caldi brividi dei singhiozzi. Ho bisogno soprattutto di sentire il conforto di un pianto liberatorio, di uno sfogo incontrollato di tutti i sensi. Ho bisogno di un momento di perdita di controllo. Ho bisogno di piangere. Ma non ci riesco. Non trovo più le lacrime. Mi sono guardato dentro il cuore, ho guardato anche infondo, infondo ma non le ho trovate. Ho guardato allora nella mente e nello spirito. Ma niente lacrime. Si, delle lacrime le ho trovate. Sono quelle dei bei momenti, sono le lacrime di gioia, quelle che amplificano i sentimenti positivi. Sono le lacrime che ho pianto quando ho visto Yara raggiungermi sull'altare accompagnata da Fabrizio, di quando sono nati Xandre e Kiki. Ma delle lacrime di cui ho bisogno io questa sera neanche l'ombra. Sono un uomo arido di lacrime. Ma dove saranno finite? Le ho già piante tutte? Ma se ci penso bene nella mia vita da adulto ho pianto veramente molto poco, anzi pochissimo. Un paio di volte non di più. E neanche pianti a dirotto, giusto il minimo indispensabile. Ecco, forse è proprio questo il motivo, ho lasciato che la mia fonte di lacrime di essiccasse. Ho sempre cercato di tenere il controllo, di impormi che piangere era un segno di debolezza e fragilità e che non bisognava farlo. Piangere non era da uomini. E adesso sono qui sdraiato in questo letto e non mi sento ne debole ne fragile, mi sento solo un uomo che ha bisogno e voglia di piangere ma non ci riesce.

CHIAVE INTERPRETATIVA DELL'AUTORE AL POST “CENERENTOLO E LA FATA HAWAIANA”

Noto con stupore quanto le donne ci tengano ancora a mantenere ben ancorata nella sfera femminile la figura di Cenerentola. Credo sia dovuto all'incredibile attrazione verso le super fashion scarpette di cristallo e soprattutto per l'ammirazione per Cenerentola che si è immolata al sacrificio più estremo di ballarci dentro tutta una notte senza dire neanche un “aia”. Non c'è esempio nella storia dell'umanità di un gesto di maggior devozione allo stile e alla classe femminile. La mia chiave è quella di aver dato un'interpretazione fiabesca a quel fenomeno che mi sta colpendo da qualche giorno. Mi sveglio super pimpante ed energetico ma poi puntualmente alle 10 crollo. Non un minuto prima, non un minuto dopo. Come per Cenerentola allo scoccare della mezzanotte tutto torna normale, da principessa torna sguattera. Cosi per me allo scoccare delle 10 del mattino da persona normale in grado di fare qualche cosa, torno quello straccio sdraiato sul letto che non riesce a fare niente. Narro che la mia fata Smemorina è in vacanza alle Hawaii perchè le 10 in Italia sono le 24 a Honolulo e quindi torna la storia de “allo scoccare della mezzanotte l'incantesimo svanirà!”. Liberi comunque di mantenere ognuno la propria interpretazione.