lunedì 3 luglio 2017

L'uomo che cambierà il mondo - La doccia (1)

Ho la testa abbassata e la fronte contro il vetro, l'acqua mi scorre calda sulla schiena. Mi sento sospeso, mi sento indefinito, è la mia posizione preferita sotto la doccia. Rimarrei così per ore, alzando poco a poco la temperatura dell'acqua fino al mio limite, fino a diventare tutt'uno con lei. Il freddo del vetro, il caldo dell'acqua. Gli occhi chiuso e la voglia di lavare via la stanchezza.

Anche oggi è stata dura, anche oggi alla fine ho preso la via più facile e ho lasciato che la vita guidasse me. Più che la stanchezza, voglio lavare via l'ennesimo giorno di sconfitta. Sono stanco, sono stanco di testa. Racconto a tutti, racconto soprattutto a me, che bisogna cambiare le cose, che dobbiamo agire tutti per migliorare le cose. Poi sono io il primo a lasciar scorrere la vita senza guidarla. Sono stanco, stanco dei giorni che passano sempre uguali, delle ore senza sonno, dei dolori e delle medicine.

Non voglio spegnere l'acqua, non voglio uscire dalla doccia, non voglio quei secondi di brividi prima dell'accappatoio. Non voglio ritornare nella realtà. Sono stanco.

Lo so, uscirò dalla doccia e qualche pensiero mi riporterà via, mi farà tornare in quel gioco di inganni delle intenzioni. Lo so, mi costruirò un nuovo sogno per domani, che domani mancherò come quello di oggi.

Anche oggi mi ero detto che avrei letto qualche cosa, avrei scritto qualche cosa, avrei imparato qualche cosa. Anche oggi me lo ero detto.

Sono stanco delle persone, stanco di me. Stanco di persone che vivono per i soldi che non hanno, per i soldi che hanno, per come risparmiare i soldi, per come spendere i soldi, per come non spendere i soldi. Sono stanco di persone che non vogliono migliorare il loro, il nostro mondo. Sono stanco di me.

Sono sdraiato a letto, pancia al soffitto. Fa caldo, la finestra è aperta, ogni tanto i brividi di qualche folata. Fa caldo. Cerco un bel pensiero che mi accompagni al sonno, non so ancora quale sarà ma inizio a sorridere. Sono sicuro che è la cosa giusta da fare. Se vuoi sognare cose belle, addormentati con il sorriso, io ci credo e quando mi ricordo lo faccio.

Domani sarà diverso? Se non è stato diverso oggi, perché dovrebbe esserlo domani? Forse, anzi, sicuramente i giorni saranno sempre uguali fino a quando non deciderò coi fatti di prendere la mia via, di prendere la mia vita.

Cosa mi ferma? Io mi fermo, io con le mie 100 giustificazioni a ogni scelta. Giustificazioni per lasciarmi vincere dalla paura di non fare quello che fa piacere agli altri.

Buona notte, ho trovato il mio bel pensiero. È pieno di sorrisi e di occhi belli. Ho ancora il mio sorriso, farò bei sogni. Alla fine sono fortunatissimo, sono vivo e ho tempo di farmi tutte queste pippe mentali.

Buona notte che domani alle 5 si apre il mio bar, che tanti anni fa, tanti sogni fa, ho chiamato "Un Mondo Migliore"

continuerà...

ps: questa potrebbe essere la prima pagina di un libro che mi piacerebbe scrivere... non è la cronaca della mia vita, o solo in parte ;O)

2 - "L'Alba"

La panchina su cui ci aspettavi.

Tu li che ci aspettavi sulla panchina. Con il berretto, con i bermuda beige, i sandali e tuoi occhi verdegrigio più trasparenti del mare. Occhi che ci aspettavano, occhi che sorridevano, sempre.

Per noi quasi una noia, per noi quasi un fastidio. Per noi che non potevamo ancora capire che il tempo passa, e passa veloce. Per noi che la vita era ancora il futuro, per te che la vita era già il passato, per te che la vita eravamo noi.

I nostri occhi che erano marroni, che oggi pensando a te si riempiono di lacrime, si riempiono di quel mare, di quel sole che ora sei tu.

Quante cose ci hai insegnato con i tuoi gesti, che ci hai insegnato senza parole, che ci hai insegnato con l'esempio.

Oggi andrò a sedermi su quella panchina, chiuderò gli occhi, cercherò nel mio cuore il tuo miglior sorriso e lo indosserò, e saremo ancora seduto uno vicino all'altro su quella panchina.

Ti voglio un sacco di bene nonno.

#i100delsciurpierino


lunedì 19 giugno 2017

Ho chiuso la finestra, è tornato il freddo.

Ho chiuso la finestra della camera, è tornato il freddo. È tornato il mio freddo, quello dei brividi anche con 30 gradi. Ho abbassato il dosaggio del cortisone. Alle 3 di questa notte ero seduto sul letto, un dolore fortissimo alla schiena, ho abbassato il cortisone. Questa mattina non riuscivo ad alzarmi, freddo, stanchezza, il dolore alla schiena. Nella mente tutto nero, buio, non vedevo il mio orizzonte. Gli occhi bruciavano, come bruciano adesso e come hanno bruciato tutto il giorno. Il cortisone. Tosse, tosse continua, fastidiosa, insopportabile tosse, è tornata con il reflusso. Ho abbassato il cortisone.

Negli ultimi mesi, avevo ritrovato il mio centro. Mi era facile scegliere di essere felice, mi era facile vedere le cose belle della vita e accettare quelle brutte. Vedevo chiaro il mio orizzonte. Credevo fossi io ma era il cortisone. Ho fatto delle bellissime passeggiate in montagna sotto il sole con i miei figli, credevo ma era il cortisone.

È chiaro il cortisone mi ha aiutato a scegliere la vita che voglio, mi ha aiutato a fare la vita che voglio. Grazie cortisone, mi hai fatto capire e vedere cosa voglio.

Adesso sto male, ma ho capito cosa voglio, adesso tocca veramente a me, solo a me scegliere di essere quello che voglio essere. Tocca a me diradare le nuvole davanti al mio orizzonte, quello che mi da le energie per alzarmi alla mattina. Sono un Feliciano, ed è proprio adesso che lo devo dimostrare. Chiudo gli occhi, un bel sospiro profondo, il mio miglior sorriso e scelgo di vedere le cose belle.

Sabato, una festa bellissima per il matrimonio di una persona speciale, piena di persone speciali. I miei genitori, la donna importantissima che mi ha donato la cosa più bella, i miei figli, c'erano anche loro. C'erano i miei amici, c'erano le persone con cui lavoro. Le persone speciali della mia vita, non tutte, ma molte. C'era un pezzo della mia vita, c'erano le belle emozioni delle mia vita. Persone con cui ho condiviso il bello e diviso il brutto, che hanno sorriso, riso con me ma mi hanno anche dato la spalla per appoggiarmi e i loro occhi per consolarmi. Quelle persone sono emozioni, le emozioni della vita. C'erano tanti sorrisi, risate, tanta gioia. C'era tanta felicità.

Sono stanco, mi fa male la schiena, non riesco a tenere gli occhi aperti dal bruciore, ma sono VIVO e sono felice di esserlo, di avere ancora l'opportunità di scegliere cosa fare, cosa guardare, di avere ancora l'opportunità di amare questa vita, ti amare tutto di questa vita.

Grazie persone speciali, vi voglio bene.

martedì 25 aprile 2017

Ciao Dule

Sei passato e rimarrai. Quel legame non si spezzerà, oggi mi hai fatto piangere, anche adesso sto piangendo. Le mie lacrime contano poco, ce ne sono di più profonde e di doloro, asciuga quelle. Stai con loro fino a quando il dolore diventerà sopportabile, fino a quando rivedranno un futuro sereno con te nel cuore e non più al fianco.

Grazie perché abbiamo riso tanto, ci siamo proprio divertiti. Quante volte ci siamo detti che bisogna guardare le cose belle della vita e accettare quelle brutte, quindi adesso chiudo gli occhi, tiro un bel sospiro e indosso per te il mio miglior sorriso e ritorno nei ricordi di quelle giornate di sole in ospedale, quando facevamo ballare le infermiere e in tutto il reparto si sentivano le nostre risate. Custodirò quelle risate di felicità nel mio cuore, saranno la mia immagine di noi. Saranno l'energia dei miei sorrisi, ed é tanto forte che lo sarà per quelli più difficili, per quelli da vero feliciano.

Adesso ho veramente paura. Non ho solo paura di morire, ho paura del tempo che passa, ho paura di sprecare il tempo in cose non importanti. Per cose, non per affetto ed emozioni.
Ho paura di non riuscire a trasformare in fatti le mie intenzioni, i miei pensieri, le miei parole, di fare tutto quello che ci siamo promessi.

Rimani nel mio cuore, nelle mie risate, nella mia consapevolezza. Aiutami a mettere le giuste priorità, a non lasciarmi corrompere. Lo so, la responsabilità è mia. La responsabilità di fare le scelte giuste è mia. La responsabilità di tenerti con me è mia.

sabato 15 aprile 2017

Con le ali di gabbiano...

Non amo particolarmente la sensazione di volare, anzi mi fa paura, ed è proprio per questo che voglio farmi crescere le ali, in particolari quelle di un gabbiano, quelle del gabbiano Jonathan Livingston. Le ali di un gabbiano libero. 

Non sono ali fisiche, di ossa, carne e piume. Sono ali per la mente, ali per liberarmi dalle mie paure, dai miei limiti, dalle mie convinzioni e blocchi. Ali che mi permettano di volare più in alto, di vedere le cose in modo più distaccato, in modo più completo, che mi permettano di vedere più lontano, di vedere orizzonti più vasti. 

Ali di gabbiano, ali di libertà.

Noi siamo come ci vediamo, noi siamo quello che crediamo di essere, siamo le nostre convinzioni e i nostri limiti. Creiamoci le ali per volare via, per liberarci e finalmente essere quello che voglio essere.

15/04/2017 - Albaredo per San Marco (SO)

12/04/2015 - Ponte "Colosuss" Veglio (BI)

6/04/2015 - Cumiana (TO)

martedì 28 marzo 2017

Incazzato!!!!!

Al centro, al centro... che poi tanto la vita ti ci mette. Decidi per te, non decidere per quello che vorrebbero gli altri... che poi tanto la vita è la tua, che poi tanto alla fine sei tu a morire. Rimani sul pezzo, rimani incazzato, trova il punto, focalizza il punto, li devi arrivare. Sconfiggi tutto, strappa, lotta, urla! Non fermarti, corri, corri, lì è il punto. Mettiti al centro, decidi tu del tuo adesso, decidi tu del tuo dopo, decidi tu del tuo domani... che poi tanto alla fine sei tu a morire. La vita è la tua, prenditela, tienitela, vivila. Non puoi tornare indietro, quello che è stato è stato, ma adesso, adesso, non dopo, adesso mettiti al centro decidi tu. Urla, manda finalmente tutti a cagare!!! Che si brucino all'inferno! La vita è tua.
Sei sul filo del rasoio, non hai certezza del tuo domani. Si, ne hai meno degli altri, sicuro non puoi avere più la speranza, ma tu dici che vuoi vivere e poi lasci che siano gli altri a vivere la tua vita.
Che si fottano tutti i carri funebri, i gatti neri, i numeri 13 della tua giornata, che si fottano.
Smettila di raccontartela, smettila di scrivertela, sta cazzo di vita, vivila! Fai, goditela, ce l'hai ancora e allora fallo, vivi!
Buttati e vivi!

domenica 19 febbraio 2017

Mi sono perso nei tuoi occhi.

Eri tutto li nei tuoi occhi, e io mi ci sono perso. Gli stessi occhi di quando avevi ancora il ciuccio in bocca. Per me ieri, per te tantissimo tempo fa. Un istante, e mi sono perso nei tuoi occhi, nella tua anima che non è cambiata con il tempo. Lei è la tua essenza, lei sei tu.

Adesso sei alto, mi parli dei tuoi sogni, di cosa vuoi fare da grande. Adesso, hai energia, hai meno paure, adesso sei cresciuto, adesso stai crescendo, ma gli occhi sono sempre gli stessi. L'anima è la stessa di quando sei arrivato nella mia vita, di quando mi hai dato nuovi orizzonti, nuove prospettive, nuovi valori e nuove priorità. L'anima è l'unica parte di noi che non cambia con il tempo.

Ho visto tutto nei tuoi occhi, sono ancora occhi aperti sull'anima, ma tu sei così. Tu sei trasparente, non hai filtri. Sembri fragile, timido, insicuro, ma sei solo la purezza della tua anima.

Devi rimanere così, i tuoi occhi devono rimanere così. Mio compito insegnarti gli strumenti per non soffrire troppo di quello che i tuoi occhi vedranno. Mio compito è aiutarti a rimanere così.

Ci sarà qualcuno che cercherà di corrompere quello sguardo, di cambiarlo, di farlo diventare come quello di tanti altri, di quasi tutti. Uno sguardo rivolto al fuori, al materiale, alle cose, all'avere e non più all'essere, non più all'anima.

Un istante, un istante in cui nei tuoi occhi ho visto i miei, nella tua anima la mia. Il nostro legame più forte è quello delle nostre anime. Le carezze, gli abbracci e le parole sono solo strumenti per far parlare le nostre anime. Guardarsi negli occhi è legare le nostre anime.

Oggi è il tuo nono compleanno, e ti auguro che quegli occhi, che i tuoi occhi possano vedere riflessa nella tua anima la gioia, la felicità, le incredibili cose di questo bellissimo mondo. Ti auguro di guardare occhi come i tuoi, finestre su anime pure come la tua.

Ti voglio bene.